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Defibrillatore “cultura dell’uomo”, non esclusiva dello sport

Defibrillatore “cultura dell’uomo”, non esclusiva dello sport

Sabato sera scorso in un post su Facebook sul gruppo Cuore e Territorio, è stato messo in dubbio il contenuto di un nostro articolo che l’assessore abbia pronunciato alcune frasi (“non credo che nessuno verrà mai a controllare se sarete in regola o no“), che cioè il suo pensiero sia stato “percepito male”. Ci spiace contraddire questa difesa acritica ma le parole dell’assessore allo sport del Comune di Ravenna Guido Guerrieri, pronunciate venerdì scorso in un incontro pubblico dinanzi a 100 persone, con telecamere e registratori, sono state quelle letteralmente citate. Come detto nell’articolo, sicuramente pronunciate in buona fede da chi lo sport lo ha solo vissuto come atleta e mai come dirigente.

Concordiamo con il suo “difensore d’ufficio” che la materia è complessa e non va trattata con superficialità, ed è stato perciò fatto subito notare a Guerrieri che il salto di qualità è enorme perché si entra nel campo del diritto penale. Va anche aggiunto che il predetto “difensore d’ufficio” è uscito dalla sala PRIMA che l’Assessore pronunciasse quelle parole, quindi lo ha difeso senza nemmeno sapere di cosa stesse parlando. Dal suo punto di vista ha ragione; quella frase lui non l’ha mai sentita. Ma semplicemente perché non c’era.

Va però anche detto che su una cosa Guerrieri (che non è mica uno sciocco, come forse lo vuol far passare il suo “difensore”) ha perfettamente ragione, mettendo il dito nella vera piaga: non solo non ci saranno controlli (che non sono previsti dalle legge e nessuno può arrogarsi il diritto di farli senza averne autorità), ma anche nel caso vi fossero, la legge non prevede alcuna sanzione fino a che non dovesse eventualmente succedere una tragedia. Le singole federazioni ed enti, prevedono sanzioni sportive solo in caso di competizioni svolte senza defibrillatore, ma per tutto il resto siamo nella giunga selvaggia. Da qui la nostra affermazione che la legge è scritta male e in fretta e piuttosto che fornire garanzie, crea solo confusione.

Noi siamo da sempre sostenitori del defibrillatore, più del Coni e di ogni famosa federazione, e non a parole ma nel concreto: abbiamo svolto corsi BLSD per decine di allenatori e istruttori, abbiamo sottoscritto una convenzione con un rivenditore di apparecchi, fornito tutte informazioni tempestivamente e nel modo più documentato possibile; ma ricordiamo a tutti coloro che aprono bocca sul tema, che quella sul defibrillatore non è una battaglia verso lo sport, la quale è una attività statisticamente non più rischiosa di centinaia di lavori non protetti da defibrillatori, e che si rivolge ad una popolazione che è quella medicalmente più controllata del Paese. La gente rischia la morte cardiaca improvvisa ogni giorno in mille luoghi pubblici e privati, lavora senza controlli medici e senza misure di prevenzione; forse allora sarebbero queste le vere battaglie da combattere: far sì che, con il forte impegno di una Amministrazione locale sensibile nel concreto, il DAE diventi un ausilio diffuso in tutta la città. Questa sì, che sarebbe una iniziativa degna di una vera capitale della cultura: la Capitale Italiana della cultura dell’uomo.

L’autore - Chi è Marco Guizzardi

Vicepresidente provinciale, Consigliere di Presidenza Nazionale, Responsabile del Team Nazionale Innovazione e Tecnologia, Responsabile Nazionale Ufficio Rendicontazione Coni

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