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A Bologna il Csi compie 60 anni di vita

BOLOGNA – Si è rivissuta un pò di storia di tutto il movimento sportivo bolognese venerdì 20 ottobre nell'Aula Absidale di Santa Lucia dove, in una sala gremita da dirigenti di società, ex presidenti, ex consulenti e amici dell'ente sportivo, il CSI Bologna ha festeggiato i propri 60 anni con un convegno sul tema : ''La via maestra: educare con lo sport''. E' oramai arrivato a 20.000 associati e 280 società affiliate, ma ha una caratteristica: svolgere attività sportiva vista come valore per la crescita dei giovani lontano da una realtà che esalta modelli decisamente lontani da quelli che le radici cristiane dell'ente hanno come punti di riferimento. Dopo l'introduzione del presidente del CSI bolognese Stefano Gamberini e il saluto di Rolando Dondarini, organizzatore della Festa della Storia entro la quale il Convegno è stato organizzato, hanno portato il loro contributo gli assessori allo sport di Comune e Provincia Anna Patullo e Marco Strada. Quindi il via ufficiale alle relazioni del Convegno e particolarmente incisivo è stato il Vescovo Ausiliare, Mons. Ernesto Vecchi: ''La questione dell'educazione – ha detto riportando le parole del Papa a Verona – è oggi fondamentale e decisiva. Per educare occorre sostanzialmente lavorare su tre fronti della persona: l'intelligenza, la libertà, la capacità di amare''. Dalla formazione al buon uso di queste cose fino al totale dono di sé, ''deriva – ha continuato – nell'uomo e nella donna la capacità di dire 'no' alle proposte irragionevoli, alle illusioni del libertarismo, ai surrogati dell'amore, di cui sono pieni i palinsesti televisivi e i rotocalchi 'usa e getta'. Ma queste capacità di dire 'no' rivela anche l'attitudine a dire i 'sì' che contano nella vita: 'sì' all'amore di Dio e del prossimo; 'sì' all'amore tra l'uomo e la donna, aperto alla formazione di una famiglia stabile, come la vuole Dio creatore e la Costituzione italiana''. Infine non è mancato neppure un accenno a ''quelle spinte negative che generano la violenza negli stadi e fenomeni aberranti come 'calciopoli', che umiliano la società civile e la democrazia'' che vanno affrontati con le potenzialità educative dello sport, in sintonia con un progetto educativo globale. ''Solo così – ha detto ancora mons. Vecchi – lo sport può diventare una 'via maestra' nel compito educativo. In tale prospettiva, la pedagogia sportiva cristiana vede nel salire sul podio o nei piani alti della classifica, non solo un'affermazione dell'individuo o di una squadra, ma lo stimolo della volontà di tutti all'impegno, alla solidarietà, al recupero dei più deboli''. Alle parole di mons. Vecchi sono seguite quelle sen. Giovanni Bersani, primo presidente del CSI, del prof. Giorgio Bernardi, del presidente del CONI di Bologna Renato Rizzoli e a conclusione del presidente nazionale del CSI Edio Costantini. Al termine Stefano Gamberini, ha premiato gli ex presidenti, i consulenti ecclesiali e alcune delle società sportive che hanno contribuito alla crescita del CSI bolognese: S.G. Fortitudo, Nettunia, Antal Pallavicini, CSI Sasso Marconi, US Zinelli CSI, Pol. Vis Trebbo, Gruppo Sportivo Riale, A.C. Nepoti, Parrots Benassi, Art. Bo. Pallacanestro, Cubo Dip. UNIBO, New Contact 2000, Scuba Libre Gruppo Sub, Circ. ANSPI San Giorgio, Amatori Lame-Fm Impianti, Arcoveggio, Nuoto Club Azzurra 91, Pol. San Mamolo, Navile Calcio a 5, ADS Villaggio del Fanciullo, Pol. Trottola Sport.

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Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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