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A Cortona il Csi indica Tommasi come “modello”

Più di un’Olimpiade, si era detto e così è stato – nelle emozioni vissute e nella staffetta dei miti sportivi, che hanno insieme acceso simbolicamente il cuore e la fiaccola dei valori olimpici giovedì scorso 5 luglio. Tanti i testimoni del fair play, che nella mattinata avevano tutti sottoscritto il motto della manifestazione 2012 “Giochiamo pulito”. Una stella per ciascuna edizione a cinque cerchi, da Roma ’60 a Pechino ’08, ha illuminato ieri sera, sotto il cielo di Piazza della Repubblica a Cortona, l’edizione numero 16 del premio internazionale “Fair Play Mecenate” Non solo. Nella splendida cornice etrusca, dove da sette anni si consegnano i premi, convocati dalla Giuria del premio – intitolato all’illustre figura del letterato aretino Gaio Cilnio Mecenate, sono scesi in campo alcune dei personaggi sportivi più amati e ammirati del panorama nazionale e internazionale. Prima dell’inizio della serata ufficiale un saluto alle istituzioni locali, con in testa il primo cittadino di Cortona, Andrea Vignini, e un omaggio ai vertici di Banca Valdichiana e di Confagricoltura Arezzo, importanti sostenitori dell’evento. Al termine della serata, grande la soddisfazione per la riuscita della manifestazione, da parte del presidente della Giuria tecnica, il generale Gianni Gola e del tandem organizzativo formato da Chiara Fatai ed Angelo Morelli. “Con oggi abbiamo raggiunto quota 233 ambasciatori del fair play – hanno detto all’unisono -. Un grande impegno, in un periodo economico di grande crisi, che ci dà la carica per proseguire con lo stesso entusiasmo anche nel futuro”.

Tra le novità di quest’anno, ad impreziosire il ricco “parterre de roi”, la bellezza di Sara Izzo, eletta un anno fa Miss Italia Fair Play a Montecatini, dalle 60 ragazze partecipanti al famoso concorso di bellezza femminile. La reginetta del Fair Play, ha accompagnato in passerella, molti dei campioni premiati, tra cui, premiato da Massimo Achini, numero uno del Csi, in rappresentanza dei tanti giovani italiani che lo hanno votato, Damiano Tommasi, presidente dall’Assocalciatori, primo eletto nella nuovissima categoria “Un modello per i giovani” in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano. Tommasi è stato il campione scelto ad Assisi dalla giuria under 30 del Csi, composta da una rappresentativa di tutte le regioni italiane. I Premiati La prima a scendere la scalinata del Palazzo comunale, è stata la velocista polacca Irena Szewinska, storica sprinter dell’est europeo, che, nel ricordare le sue medaglie, ha celebrato la sua vittoria negli Europei del ’74 a Roma. Applauditissimo il primo re degli altipiani kenioti, il mitico Kip Keino, rappresentante dell’edizione 1968 di Città del Messico. Il mezzofondista africano ha raccontato alla platea toscana la sua più bella vittoria: “aver dato istruzione, cibo e rifugio, insieme al contributo della moglie, ad oltre 600 bambini del Kenia, fondando un orfanotrofio e dando loro riparo ed amore”. Altra stella internazionale nella notte olimpica cortonese è stata la rumena Elisabeta Lipa, cinque ori in voga nel canottaggio. Grande fair play il suo, nel ricordare i suoi grandi amici del remo, gli azzurrissimi fratelli Abbagnale. Sono tricolori anche gli occhi del cuore dei tanti ragazzi immigrati dai paesi asiatici e che giocano oggi a cricket con la Nazionale italiana, la più multietnica delle rappresentative azzurre, l’unica in cui si realizza davvero l’integrazione e la coesione sociale. A ritirare il premio Mecenate per la “lotta al razzismo” c’erano il presidente della federazione cricket italiana Simone Gambino con Kelum Perera, allenatore degli azzurri Under 15 insieme agli atleti Alamin Miah e Waqas Asghar, testimoni di questa bella realtà. Fair play protagonista assoluto nelle parole di Roberto Di Donna, il miglior tiratore italiano nella storia della pistola ad aria compressa e libera. Un oro e un bronzo ad Atlanta 1996, il tiratore veneto é voluto tornare sulla storica rinuncia alle Olimpiadi di Atene 2004. “Nonostante avessi avuto dal Cio la wild card per partecipare, mi è sembrato onesto nei miei confronti e dei miei compagni oltre che degli avversari, lasciare il posto a chi lo meritava davvero. Lo rifarei senz’altro. Bisogna avere consapevolezza dei propri limiti”. Fair play allo stato puro, come quello di Felice Gimondi, cui è andato il premio della “carriera nel fair play”. Il fortissimo ciclista, tra i cinque grandi della bici ad aver vinto la tripla corona (Giro, Tour e Vuelta), ha speso parole affettuose verso il suo più grande rivale, il “cannibale” Eddie Merckx. “Dopo una giornataccia al Tour, in cui Eddie perse circa sette minuti dalla vetta, ricordo di non aver potuto resistere dal chiamarlo al telefono, per incoraggiarlo e dirgli con il cuore “sei sempre il più forte!”. Altro atleta capace di centrare in pieno il fair play è stato il toscano Luciano Giovannetti, (eroe di Mosca 1980) due ori olimpici nel tiro a volo nella rassegna russa capace di realizzare 198 piattelli su 200. Sulla “pedana” cortonese hanno poi rivissuto le brillanti gesta di tre fantastici schermidori azzurri, tutti medagliati olimpici. Armi diverse per Michele Maffei (sciabola), Mauro Numa (fioretto) e Matteo Tagliariol (spada), ma un assalto comune nel testimoniare l’importanza di uno sport pulito, in un’arte, come la scherma che richiede concentrazione, disciplina e precisione. Stesse virtù richieste nella lotta. A ribadirlo è stato Vincenzo Maenza, testimonial dell’edizione olimpica di Seul 1988. “Alleno la nazionale giovanile nella greco romana e posso dire che oltre a queste, l’intelligenza è la più grande dote da usare sul tappeto di gara”. Momento di grande simpatia quando l’imprenditore Giovanni Rana è salito sul palco per ricevere il premio nella categoria “Sport, Fair Play e comunicazione”. Il connubio della storica azienda di famiglia con la federginnastica sembra aver portato buoni frutti agli azzurri. “Le cose semplici sono sempre le più buone. Amo gli sport minori, adoro gli anelli. La mia pasta leggera e leggiadra come le “farfalle” della ritmica che volteggiano. Tiferò per loro a Londra 2012″. Ad applaudirlo subito dopo è stato un vero asso della ginnastica italiana. Igor Cassina, sul gradino più alto del podio di Atene 2004, ha ringraziato Rana per il suo impegno, ricordando inoltre la telecronaca appassionata del suo esercizio d’oro, effettuata dal conduttore della serata cortonese Andrea Fusco (con Monica Rossi Poggesi al suo fianco) “Un punto esclamativo pervaso di energia…” così concluse la diretta dalla Grecia il giornalista di Raisport. Tra i premiati del 2012, nella categoria “narrare le emozioni” sportive il direttore di Rai sport, Eugenio De Paoli. Il giornalista sportivo – che quest’anno ha ricevuto dalle mani del presidente della Giuria del Premio Internazionale Fair Play Mecenate Gianni Gola, anche la speciale medaglia commemorativa concessa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano – ha ringraziato sottolineando l’importanza del servizio pubblico garantito dalla tv di Stato, affermando che la Rai seguirà con 12 ore di diretta al giorno i due eventi londinesi delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi”. A tale riguardo, tutta la platea del mecenatismo sportivo, ha applaudito commossa, il fair play di Giusy Versace, cui è andato il riconoscimento “sport oltre lo sport”. “Non so ancora se sarò a Londra – ha dichiarato la sprinter calabrese – il 5 agosto sapremo dal Cip i convocati. Ma io la mia Olimpiade l’ho già vinta, per il solo fatto di essere viva e di poter correre. Ho desiderato e pregato la Madonna per farmi uscire da quella macchina dopo il terribile incidente. Oggi testa e cuore funzionano come e meglio di prima e so che con queste (le sue protesi) posso andare avanti da sola”. Un appello ulteriore a chi vive in stato di disabilità e di provare ad uscire senza vergogna, magari facendo sport è stato lanciato anche da Nicola Pintus, ex atleta, ed oggi presidente dell’Associazione “Sport e Società -Progetto Filippide per l’autismo e le malattie rare SP.ES”. Alla sua organizzazione – che dimostra come lo sport possa diventare per soggetti affetti da disabilità mentale, uno strumento funzionale all’acquisizione di una propria autostima e migliorare le proprie autonomie personali – é stato assegnato il premio nella categoria “Sport e solidarietà”. “I nostri sono un pò come ragazzi della luna – le parole di Pintus – sono un po’ degli extraterrestri con grande difficoltà d’inclusione sociale”. Poi è stata la volta di un mito del nuoto italiano come Novella Calligaris, premiata per i Giochi Olimpici di Monaco’72 . A lei è toccato ricordare l’ “Olimpiade insanguinata” e dare la spinta alle speranza dell’acqua azzurra in vista di Londra. “Federica Pellegrini non ne ha forse bisogno e con lei abbiamo tanti giovani promesse, che sono sicura porteranno metalli preziosi fuori dalla vasca inglese”. La maratona televisiva (stasera la serata di Cortona sarà trasmessa su Raisport 1 a partire dalle 21,30) ha visto nel suo re, il vicentino Gelindo Bordin, un altro grande protagonista. Il ricordo di Seul, e di “quei 42 km di fatica e di grande amore” hanno riconquistato la platea. Dopo ogni mio record “mi regalo una stretta di mano con il cielo, salutando un amico che non c’é più”. Con queste parole l’atleta multi sport, Andrea Daprai, nel giorno del suo 37mo compleanno, ha incantato il pubblico aretino, ricevendo sul palco il premio per la categoria sport e ambente. Il ragazzo trentino, entrato nel Guinness dei Primati con il record del mondo Under Up di dislivello, passando dagli abissi liguri fino alla cima del Monte Bianco, ha ricordato un po’ dei suoi primati, in bicicletta, subacquei e nell’arrampicata a mani nude, oltre che nella discesa con gli sci, sport dal quale proviene. Nella notte cortonese grandi emozioni infine con l’arrivo del presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi. L’ “anima candida” del calcio azzurro è stato premiato da una giuria di giovani del Centro Sportivo Italiano nella nuova categoria “Un modello per i giovani”. E’ forse questa esemplarità – richiesta in ogni luogo ai campioni dello sport quella che meglio racchiude il significato del Premio Fair Play Mecenate. “Sentiamo questa responsabilità di essere visti, seguiti ed identificati come modelli dai più giovani. Il calcio non è solo scommesse. Ci auguriamo pene severe per chi ha sbagliato. Ben vengano calciatori come Simone Farina. Basta un solo “non Farina” per infangare tutti gli altri”. Anche il difensore del Gubbio era tra i premiati del Mecenate 2012. Ancora a Kiev, con la delegazione Uefa a seguito degli Europei, il suo premio “Fair Play” è stato ritirato dai dirigenti della formazione eugubina. Assente per un lieve malore Raimondo D’ Inzeo, testimone nell’excursus olimpico di Roma ‘60 e per motivi personali, Fiona May, testimone di Sydney 2000.

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Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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