Le 10 ore del dono - Sport e solidarietà
Una immagine della edizione 2015 de "Le 10 ore del dono"

A Lugo 10 ore di sport e solidarietà

Si svolgerà domenica prossima 31 gennaio 2016 al PalaBanca di Lugo la 2^ edizione della manifestazione “Le 10 ore del dono – Sport e solidarietà” organizzata dalla sezione lughese del CSI di Ravenna, grazie all’impegno del vicepresidente Stefano Lama (a destra nella foto in alto), assieme alle più importanti associazioni di volontariato del territorio e con il patrocinio del Comune di Lugo. Dalle 9 del mattino alle 19 di sera, si turneranno diverse società sportive con gare ed esibizioni: dal judo al calcio, dal dodgeball alla pallamano, dalla ginnastica ritmica alla pallavolo, e per finire con la “partita del dono“, una amichevole di calcetto a cui parteciperanno le principali autorità e gli amministratori comunali. Nella foto in alto, il momento conclusivo della 1^ edizione, con il sindaco di Lugo Davide Ranalli, ancora in divisa da calcetto, che consegna l’incasso all’Anffas locale, beneficiaria nel 2015.

L’ingresso al PalaBanca è a offerta libera e il ricavato del 2016 sarà destinato a finanziare il progetto “Bambino aiuta bambino“, promosso dal coordinamento delle associazioni cattoliche “Tavolo Vito Montanari“, promosso dalla Società San Vincenzo De’ Paoli, con l’obiettivo di aiutare direttamente e concretamente i figli di diverse famiglie del territorio nel sostenere i costi del servizio di mensa scolastica e di doposcuola. Grande orgoglio in casa CSI per la continuità di una iniziativa che mescola sport e welfare; “in tanti parlano di solidarietà – afferma il presidente del CSI ravennate Marco Guizzardima poi tocca sempre e solo al vituperato mondo cattolico di rimboccarsi le maniche e aiutare chi ha bisogno. Siamo felici che lo sport sia protagonista ancora una volta, grazie alla sensibilità delle società sportive di qualsiasi estrazione e degli amministratori locali. Da anni – conclude Guizzardi – il CSI di Ravenna destina silenziosamente una parte importante delle proprie risorse per aiutare progetti benefici; il bene non è ‘rumoroso’ e non fa clamore, ma la solidarietà è comunque un dovere preciso di coloro che sono più fortunati. E lo sport su questo tema può fare davvero tanto per educare i giovani a non chiudere gli occhi dinanzi al disagio sociale.

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