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Albertini e Zorzi tedofori a Gerusalemme

GERUSALEMME – Per il sesto anno consecutivo, il Centro Sportivo Italiano avvicina, almeno per un giorno, israeliani e palestinesi, uniti nella corsa della pace in memoria di Giovanni Paolo II. Ieri mattina gli atleti sono partiti da Piazza della Natività a Betlemme per raggiungere il cuore di Gerusalemme, con il nobile scopo di aprire un varco di pace nel muro di cemento che separa i due popoli. Una corsa simbolica di 10 chilometri, in nome della pace e della fratellanza che, come sostiene il Presidente Nazionale Massimo Achini ''non va corsa con le gambe ma con il cuore. E’ bello vedere – continua Achini – come un gesto così semplice come la corsa sia in grado ad unire le persone e superare le barriere. Oggi si è corsa la sesta edizione di una manifestazione che solo 6 anni sembrava un sogno e che oggi invece oggi vede il dialogo sempre più forte e proficuo tra israeliani e palestinesi, malgrado qualche piccola difficoltà ci sia sempre. Questa mattina, al check point si sono incontrati il sindaco di Betlemme e le Autorità Israeliane e questo rappresenta un primo importante punto di contatto, a testimonianza che lo sport fa correre la pace. Il nostro impegno è quello di far diventare questo appuntamento sempre più grande ed importante negli anni''. Anche per padre Ibrahim, responsabile della Custodia Francescana della Terra Santa presso le autorità palestinesi e israeliane e Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per il Medio Oriente, il messaggio di pace sta raccogliendo i suoi frutti – ''Sono stato uno dei primi promotori e organizzatori di questa manifestazione e oggi posso dire con orgoglio che Il dialogo tra le parti si è consolidato in questi anni e l’amicizia tra i popoli si è rafforzata''. Un’edizione speciale quella di ieri, che anticipa di qualche settimana la venuta in Terra Santa di Papa Benedetto XVI, in programma agli inizi di Maggio. Per sua Eccellenza Monsignor Joseph Clemens, segretario del Pontificio Consiglio dei Laici – ''Oggi siamo qui per promuovere lo sport e la pace nell’anno Paolino e siamo i precursori della venuta del Santo Padre, per cui il nostro messaggio di pace è ancora più forte ed importante.'' E’ stata la pluricampionessa olimpica Giovanna Trillini ad accendere la fiaccola, ieri mattina alle 7.30, assieme a Monsignor Clemens e a compiere i primi passi di questa lunga marcia. ''Essendo al sesto mese di maternità non potevo arrivare di corsa fino a Gerusalemme, anche se mi sarebbe piaciuto molto. Ci sarà un’altra occasione e sarò felice di coglierla perché credo molto nel messaggio di pace che lo sport può portare e il contributo che noi sportivi possiamo''. Non ha mai smesso di correre l’ex centrocampista azzurro e ora Vice Presidente della FIGC Demetrio Albertini, accolto da palestinesi e israeliani con grande calore. ''Sono qui, malgrado i mille impegni che la mia professione mi riserva, perché credo davvero nel messaggio di condivisione e unione che lo sport trasmette. Noi sportivi possiamo e dobbiamo impegnarci per la pace e insieme con il Papa, che arriverà tra pochi giorni, portiamo lo stesso messaggio. Ero già stato a Gerusalemme – continua Albertini – con il Milan molti anni fa, ma è sempre un luogo che mi affascina e suscita grande emozione.'' Sulle strade della periferia di Gerusalemme, mentre il gruppo compatto avanzava salutato a suon di clacson, Raffaele Bedosti, ciclista modenese amante dell’avventura, ha voluto unirsi al gruppo. Bedosti, sta percorrendo il mediterraneo a tappe in sella alla sua bicicletta. Partito da Instanbul, ieri ha raggiunto Gerusalemme ed è arrivato a Notre Dame insieme al gruppo degli atleti. La fiaccola è arrivata a Gerusalemme verso le 10.30 nella mani di Albertini e dell’ex azzurro di volley Andrea Zorzi alla sua quinta partecipazione consecutiva. ''Non è stata l’edizione con il maggior numero di partecipanti – dichiara Zorzi – ma viste le condizioni generali è stato un grande successo. La continuità di questa manifestazione è un segno importante in una regione dove si vive spesso alla giornata. E considerando l’esperienza accumulata nel corso degli anni, posso dire che oggi abbiamo battuto il record di velocità perchè a tirare il gruppo c’era Demetrio Albertini che di corsa se ne intende''. Durante la premiazione, il pensiero di Massimo Achini e di tutti i presenti è volato alla prossima edizione. Il CSI si impegnerà a far crescere sempre più questo evento, coinvolgendo atleti di altre nazioni, e a rafforzare il messaggio di pace che caratterizza questa corsa.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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