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Autogol di Scommessopoli: ora si chieda scusa

Nelle scorse settimane è apparso nelle vetrine delle librerie il “Dizionario delle cose perdute”, interessante libro, dal sapore di nostalgia, scritto da Francesco Guccini. Parla delle cose che non ci sono più, dalla maglia di lana che “pizzica”, al Flit (storico liquido ammazza mosche da nebulizzare a mano), al meccano, alle cerbottane e via dicendo. Ci viene voglia di prenderci la libertà (Francesco permettendo) di aggiungere un capitolo sullo sport, dedicato a cose come la schedina, il calcio vero e puro, l’attaccamento alla maglia, i valori veri che corrono dietro a un pallone, tutti elementi che appaiono caduti in disuso, anzi sono ormai introvabili, al pari delle altre cose descritte nel libro. La loro scomparsa è nota da tempo, ma fa sempre male ricordarlo, come ci ha costretti a fare l’ultimo sviluppo di “Scommessopoli”. Questa settimana è finito in manette l’ex barese Andrea Masiello. L’imputazione non è prevista in nessun manuale di giurisprudenza: «Con il Lecce ha fatto autogol per intascare 50 mila euro». Si fa sempre più lunga la lista dei convocati nella Nazionale dei “ladri di sogni e di ideali” dei ragazzi: Masiello si aggiunge a Doni, a Gervasoni, a Zamperini. La sola Procura di Cremona ha emesso 34 mandati di arresto. Nelle Procure italiane i “faldoni” con su scritto “partite truccate” si moltiplicano come le zanzare in estate.

A credere che il campionato italiano sia stato (o sia ancora oggi?) una cosa seria e corretta è rimasto solo, forse, qualche monaco buddista dell’alto Nepal, scollegato da ogni forma di comunicazione. E ora che si fa? «Il problema è complesso, e la soluzione immediata non esiste», si sente dire. Dentro c’è del vero, ma resta il fatto che questo ritornello è diventato insopportabile a ogni uomo di buon senso. Un segno di speranza viene dalla “guida” della Federazione Italiana Gioco Calcio. Se c’è un uomo che è un esempio per tutti quanto a valori umani, correttezza e determinazione, questo è il presidente Abete. Lo diciamo a ragion veduta, avendo avuto la fortuna di conoscerlo bene. La Federcalcio sta facendo il possibile e promette “processi sportivi” in tempi rapidi. Va bene, ma non basta. Servono gesti coraggiosi, forse simbolici, ma che facciano capire che tutto non può o deve continuare come prima. Che ne direste di una bella pagina di giornale con scritto a caratteri cubitali “Chiediamo scusa a tutti gli sportivi veri” e con la firma di tutti i club di Serie A e B? Che ne direste di due domeniche con ingresso gratuito allo stadio, come simbolico risarcimento per i soldi “rubati” a chi è andato a vedere partite truccate? Che ne direste dell’introduzione in ogni squadra professionistica della figura dell’educatore (qualcuno sorriderà, invece farebbe bene a prendere la proposta molto sul serio)? Che ne direste di un bel ricambio nei dirigenti delle squadre di calcio, magari pescando da mondi belli e sani come il nostro? Troppo semplice vero? Meglio, troppo semplice ma vero!

L’autore - Chi è Massimo Achini

Massimo Achini, nato a Milano nel 1965, è Presidente Nazionale CSI e Vice Presidente del Comitato di Milano

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