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Bambini e sport: fatica sì, stress no

"Non serve allevare dei piccoli campioni perché lo sport faccia crescere in salute i vostri bambini, ma è fondamentale “vigilare” su di loro durante e dopo l’attività sportiva per assicurarsi che non sia tempo perso e non sia praticata contro voglia." È il monito che gli esperti del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) hanno indirizzato a tutti i genitori italiani in occasione dell'incontro “Quando muoversi era un gioco da ragazzi”, tenutosi a Roma. Inoltre i genitori non dovrebbero mai dimenticare che per fare sport in salute non bisogna essere dei piccoli campioni; quindi i genitori non devono pretenderlo dai propri figli che, altrimenti, non impareranno ad amare lo sport. “Ma se anche una media di tre ore di attività sportiva a settimana non è sufficiente contro sedentarietà e obesità in Italia”, ha detto Alessandro Donati, dirigente del CONI, “sulla base dei risultati dell'indagine svolta sui bimbi delle elementari, occorre che i genitori stimolino i piccoli a svolgere attività motorie semplici, divertenti e creative. "Studio delle capacità motorie e del dispendio energetico nei bambini e nei ragazzi della scuola elementare" è il titolo dello studio condotto dal Coni (e presentato nel Convegno), su un campione di 1974 alunni della scuola elementare, equamente ripartiti tra i sessi e le fasce d'età e distribuiti per aree geografiche, e presentato nei giorni scorsi a Roma, che contribuisce a sfatare quello che sta sempre più diventando un luogo comune, cioè che la sola attività sportiva organizzata sia uno strumento di per sé sufficiente per combattere la sedentarietà dei nostri bambini e i problemi ad essa legati, cioè alcune malattie dismetaboliche tra le quali il soprappeso e l'obesità, oggi così diffusi. L'indagine del Coni mette in luce quello che appare come un vero e proprio paradosso: un bambino, per poter trarre adeguati benefici dal movimento, non può limitarsi alla sola attività sportiva ma deve improntare ad uno stile fisicamente attivo l'intera sua giornata. E' evidente che la prima e la più gradita tra le sue opportunità di movimento risiede nei giochi spontanei di movimento ma egli deve essere anche educato a sfruttare ogni occasione per stimolare adeguatamente il suo organismo attraverso le comuni attività quotidiane. In questo modo, l'attività sportiva sarà utile per completare ed arricchire il suo bagaglio motorio ma a patto che, a sua volta, sia ricca di contenuti ed organizzata in modo da renderla più efficace limitando all'indispensabile le pause che pesano per circa il 75% del tempo complessivo dell'allenamento contro una fase attiva di appena 15 minuti.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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