Basta medicinali, adesso i dottori prescrivono l’attività fisica come cura

Il progetto è stato promosso dalla USL Umbria 1 con il supporto dell’amministrazione comunale, del CeSVol e dell’ANAM. I soggetti interessati al progetto sono in generale quelli a rischio cardiovascolare, che presentano malattie o forte propensione a malattie cronico-degenerative.

Che l’attività motoria faccia bene e aiuti a prevenire tante malattie è noto, ma ora i medici di base potranno prescriverla come terapia anche al posto dei farmaci. Succede a Passignano, il comune del Trasimeno che, dopo una prima sperimentazione a Perugia, ha aderito ad un progetto della USL Umbria 1 che prevede la prescrizione da parte del medico di famiglia dell’attività motoria come cura integrativa o anche sostitutiva della terapia farmacologica nella maggior parte delle patologie cronico-degenerative che colpiscono la popolazione adulta e anziana.

Di questo progetto, promosso dalla USL Umbria 1 e dai medici di medicina generale con il supporto dell’amministrazione comunale, del CeSVol e dell’ANAM, si parlerà sabato 27 settembre alle ore 16 all’Auditorium “E. Urbani” di Passignano. I cittadini interessati, in particolare quelli compresi nella fascia d’età 40-69 anni, sono invitati a partecipare.

I soggetti interessati al progetto sono in generale quelli a rischio cardiovascolare, che presentano malattie o forte propensione a malattie cronico-degenerative quali ipertensione, obesità e diabete. Le persone selezionate dal proprio medico di medicina generale saranno inserite in programmi motori specifici e seguite da un esperto in scienze motorie dell’ ANAM (Associazione Nazionale Attività Motorie) di Perugia.

“L’obiettivo del progetto è duplice. – spiega il dottor Bruno Stafisso del Servizio di Medicina dello Sport della Usl Umbria 1 – Non soltanto cerchiamo di promuovere uno stile di vita corretto, in cui l’esercizio fisico diventi parte integrante della vita quotidiana, ma cerchiamo di verificare come determinate patologie possano essere controllate e prevenute attraverso un’adeguata attività motoria riducendo o addirittura evitando l’assunzione di farmaci”.

Fonte: Perugia Today

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