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Bravo Florenzi! Finalmente un’esultanza che buca il cuore

Bravo Florenzi! Finalmente un’esultanza che buca il cuore

Bravo Florenzi. Anzi, bravissimo. Il gol che hai fatto domenica scorsa contro il Cagliari non è nulla di speciale: diagonale dall’area piccola e palla ad infilarsi nel palo opposto. Ma quello che hai combinato dopo merita di essere sottolineato.

Quella corsa “infinita” verso la tribuna ad abbracciare la nonna che, per la prima volta, veniva a vedere una partita allo stadio. Quell’abbraccio e quegli occhioni lucidi di tua nonna non sono facili da dimenticare. Finalmente. Dopo anni e anni di “trenini”, di “balletti”, di gesti senza senso che venivano preparati in anticipo e messi in scena dopo il gol, e che venivano “scimmiottati” dai ragazzi di mezza Italia, qualcuno ha avuto il colpo da campione inventando una “genialata” genuina, spontanea. Sei stato tu caro Florenzi! Giocatore bravo ma “normale” della nostra serie A a distanziare tutti.

Certo, il regolamento attuale prevede una bella ammonizione ( che ti sei beccato) per quello che hai fatto. Ma ti posso garantire che tutta l’Italia sportiva non solo non ti ha ammonito, ma ti ha applaudito a cuore aperto per quel gesto. Un gesto semplice, vero , fatto di umanità, di quelli che “non se ne vedono tanti” sui campi di gioco. Un gesto di quelli che insegnano la vita vera ai ragazzi.

Eh, sì, caro Florenzi . Noi siamo convinti che i campioni possono e devono essere una sorta di “alta velocità educativa ” per insegnare ai ragazzi i valori della vita. Per esserlo non devono fare niente di speciale. Devono semplicemente testimoniare il bello dello sport e della vita con piccoli gesti . Esattamente quello che hai fatto tu domenica scorsa.

Ci piacerebbe immaginare di vedere nelle prossime settimane sui campetti spelacchiati d’oratorio e di periferia tanti ragazzi che “copiano” il tuo gesto e vanno ad abbracciare il loro nonno e la loro nonna ( o mamma o zia o cugina …) che con tanti sacrifici si sveglia la domenica presto per accompagnarli e assistere alla partita .

A questo aggiungiamo un’altra bella novità. Non é sfuggita a nessuno l’anomalia della sigla delle partite della Serie A Tim di quest’anno. Stiamo parlando delle “sigle” che durano meno di un minuto ma che si vedono prima durante e dopo ogni partita di serie A. Udite udite, sono state girate in un oratorio di Scampia e fanno vedere un gruppo di ragazzi della Junior Tim Cup che si “allena” con Pif (idolo di tanti giovani di oggi). Nella “sigla” niente grandi campioni, niente stadi famosi… Solo campetto d oratorio e ragazzi. Chi ha fatto questa scelta è un genio. O forse, più semplicemente, è una persona che sa guardare lontano.

Sono segnali importanti. La cultura sportiva del nostro paese non si cambia solo con convegni e dibattiti (che sono importati). Si cambia anche con piccoli gesti che arrivano al cuore della gente .

L’abbraccio di Florenzi e la sigla della serie A sono esempi concreti. Sono messaggi chiari, puliti, belli… Aiutano a ricordarci che non dobbiamo arrenderci mai. Dobbiamo aiutare lo sport a dare il meglio di sé ed a essere davvero quello che può essere: un elemento fondamentale per l’educazione dei ragazzi e dei giovani del nostro paese.

L’autore - Chi è Massimo Achini

Massimo Achini, nato a Milano nel 1965, è Presidente Nazionale CSI e Vice Presidente del Comitato di Milano

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