Home | Cinque per mille, ancora nessuna novità

Cinque per mille, ancora nessuna novità

ROMA – Con la Finanziaria 2007 è in vigore la nuova versione del 5 per mille, più restrittiva rispetto a quella sperimentale dello scorso anno. Colpa delle risorse limitate e di un successo inaspettato tra i contribuenti. La nuova versione del 5 per mille si trova nei commi dal 1234 al 1237 della legge n. 296/2006 (legge finanziaria per il 2007). Vediamo quali sono le novità introdotte: -non vi sono più i comuni di residenza dei contribuenti tra i destinatari -non vi sono più le fondazioni che, senza scopo di lucro, operano in via esclusiva o prevalente nei settori di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a), del d.lgs. 460/97, secondo le modalità indicate nel medesimo decreto legislativo. -si stabilisce che lo 0,5% del totale determinato dalle scelte dei contribuenti è destinato a finanziare l'Agenzia per le O.n.l.u.s. e alle organizzazioni nazionali rappresentative delle O.n.l.u.s., associazioni di promozione sociale e associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo dicembre 1997, n. 460, riconosciute come ''parti sociali'' e che saranno individuate attraverso un decreto non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della solidarietà sociale e del Ministro dell'economia e delle finanze. Dal 2007 perciò i destinatari del beneficio sono: – le O.n.l.u.s., le associazioni di promozione sociale (legge 383/2000) iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali e le associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'art. 10, comma 1, lettera a), d.lgs. 460/97; – gli enti della ricerca scientifica e dell'università; – gli enti della ricerca sanitaria. Possono beneficiare della destinazione del 5 per mille anche le associazioni sportive dilettantistiche, ma solo se svolgono attività sportiva dilettantistica nei confronti di soggetti svantaggiati secondo il regime fiscale O.n.l.u.s.. La riformulazione del 5 per mille non permette però la piena operatività della disposizione: al momento di chiusura di questo articolo manca ancora il provvedimento legislativo che regolamenti le modalità di accesso e di emendamento del registro, così come mancano le disposizioni riguardanti le modalità di distribuzione del 5 per mille. Probabilmente troveremo queste norme nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di prossima emanazione; purtroppo la Finanziaria 2007 si è rivelata un ostacolo duro non solo nella fase di ideazione e approvazione ma soprattutto, ed è ciò che interessa i citatdini, nella sua fase applicativa, poichè ormai è già passato un mese e mezzo dalla sua approvazione e la maggioranza dei Ministeri sta ancora riposando sonni tranquilli e non emana le norme attuative che tutta Italia sta aspettando. C'è comunque un ulteriore elemento di preoccupazione: se nella legge finanziaria per il 2006 si diceva che la norma aveva carattere sperimentale, nella legge finanziaria per il 2007 cade l'aggettivo ''sperimentale'' ma la norma attuale autorizza il 5 per mille solo per il 2007. Il che equivale ad un'ulteriore sperimentazione, con la speranza che, anche in questo caso, valga la regola secondo la quale in Italia nulla è più definitivo del provvisorio. Lo scorso anno, il cinque per mille ha riscosso molto ''appeal'' presso i contribuenti italiani. Dalle proiezioni elaborate da Il Sole-24 Ore nello scorso dicembre sembra che più del 70% dei contribuenti abbia espresso l'opzione nella propria dichiarazione dei redditi. I dati si basavano sui modelli 730 già trasmessi dai CAF ma, al momento della elaborazione delle proiezioni, mancavano ancora all'appello alcuni grossi blocchi di dichiarazioni (modelli Unico) provenienti dalle poste e da alcuni istituti di credito. La sorpresa maggiore però è data dall'impatto reale di questa norma: contro i 270 mln di euro di oneri previsti, sembra che a consuntivo la quota 5 per mille dell'I.R.Pe.F. arriverà a oltre 468 mln di euro così suddivisi: – 267 mln al non profit – 70 mln ai comuni – 70 mln alla ricerca sanitaria – 61 mln alla ricerca scientifica Chissà quanto tempo dovrà ancora passare, poi, prima che gli Enti beneficiari possano godere di questi fondi essenziali per la loro vita ed attività, che invece stanno placidamente ed inultilmente riposando nei forzieri del governo Prodi. Visto il successo, è probabile che il pubblico abbia gradito molto la devoluzione diretta del gettito fiscale, forse memore dello ''scippo'' dell'8 per mille, operato dal governo precedente e confermato dall'attuale, stornato dalle destinazioni sociali, umanitarie, di conservazione del patrimonio artistico ecc. e dirottato a favore delle (improbabili) missioni umanitarie all'estero o a chiudere le falle di bilancio. A questo proposito Il Sole-24 Ore dello scorso 25/01 (pag. 32) ha pubblicato l'elenco dei destinatari della ripartizione dell'8 per mille destinato allo Stato per l'anno 2006. Di oltre 1.600 domande, solo 22 organizzazioni ne hanno beneficiato, con una ripartizione di circa 4,72 milioni di euro contro oltre 80 milioni di fondi destinati dai contribuenti. Lo ''scippo'' è assolutamente bi-partisan: è partito con il governo di centro-destra, ma continua (e continuerà) anche con il governo di centro-sinistra. Per quanto riguarda l'8 per mille, meglio destinarli alle confessioni religiose, tra le quali alcune pubblicano senza problemi i dati sull'utilizzo dei fondi. Infine una nota. Nel comma 1238 della Finanziaria, proprio quello seguente al ripristino del 5 per mille, c'è uno stanziamento per l'anno 2007 di 350 mln di euro e, per il 2008 e il 2009, uno stanziamento di 450 mln di euro l'anno per la tenuta in efficienza dello strumento militare mediante interventi di sostituzione, ripristino e manutenzione ordinaria e straordinaria di mezzi, materiali, sistemi, infrastrutture, equipaggiamenti e scorte, assicurando l'adeguamento delle capacità operative e dei livelli di efficienza ed efficacia delle componenti militari, anche in funzione delle operazioni internazionali di pace. Strana coincidenza questa: si stanziano fondi per strumenti che distruggono (almeno potenzialmente è così) e che sono l'espressione della barbarie dell'uomo mentre si lesinano per ciò che invece dovrebbe favorire il progresso dell'umanità: ricerca scientifica e sanitaria e attività socialmente utili.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico. I campi contrassegnati sono obbligatori *

*

BIGTheme.net • Free Website Templates - Downlaod Full Themes