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Csi-Panathlon: ok sull'etica sport giovanile

ROMA – Il Csi ha di recente sottoscritto la dichiarazione di Gand siglata dal Panatlhon International sull’etica nello sport giovanile. Sono 5 punti in cui vengono stabilite chiare regole di comportamento nella ricerca di valori positivi nello sport giovanile. Questa dichiarazione rappresenta il nostro impegno per superare ogni discussione e stabilire chiare regole di comportamento nella ricerca di valori positivi nello sport giovanile. Ecco di seguito il testo della dichiarazione: Dichiariamo che: 1. Promuoveremo attivamente i valori positivi nello sport giovanile con grande impegno e presentando buoni programmi. • Nell'allenamento e nelle competizioni punteremo a quattro obiettivi in un modo equilibrato: sviluppo delle competenze di tipo motorio (tecnica e tattica), stile competitivo sicuro e sano, positivo concetto di se stessi, buoni rapporti sociali . In questo saremo guidati dalle necessità dei giovani. • Crediamo che sforzarsi per eccellere e vincere, sperimentando il successo o il piacere, il fallimento o la frustrazione, siano tutte componenti dello sport competitivo. Daremo ai giovani l'opportunità di coltivare e di integrare tutto ciò (all'interno della struttura, delle regole e dei limiti del gioco) nelle loro performance e li aiuteremo a gestire le loro emozioni. • Presteremo particolare attenzione alla guida e all'educazione dei giovani, in accordo con quei modelli che valorizzano i principi etici e umani in generale ed il fair play nello sport in particolare. • Ci assicureremo che i giovani siano coinvolti nelle decisioni che riguardano il loro sport. 2. Continueremo nel nostro impegno per eliminare nello sport giovanile tutte le forme di discriminazione. Questo è coerente con il fondamentale principio etico di uguaglianza, che richiede giustizia sociale ed uguale distribuzione delle risorse. I giovani ritardati, i disabili e quelli con meno predisposizione dovranno avere la stessa possibilità di praticare lo sport e le stesse attenzioni di quelli più sani e forti, con più capacità, senza discriminazione di sesso, razza e cultura. 3. Riconosciamo e ci rendiamo conto del fatto che lo sport può anche produrre effetti negativi e che misure curative e preventive sono necessarie per proteggere i giovani • Aumenteremo la salute psicologica e fisica dei giovani attraverso i nostri sforzi per prevenire le devianze, il doping, l'abuso e lo sfruttamento, per superarne i possibili effetti negativi. • Accertato che l'importanza dell'ambiente sociale dei giovani e il clima motivazionale sono ancora sottostimati svilupperemo, adotteremo e attueremo un codice di condotta con responsabilità chiaramente definite per tutti coloro che ruotano intorno allo sport dei giovani: organizzazione governativa, dirigenti, genitori, educatori, allenatori, manager, amministratori, dottori, terapisti, dietologi, psicologi, grandi atleti, i giovani stessi. • Raccomandiamo fortemente che siano seriamente considerate queste persone, organizzate in appropriati livelli e che governano questo codice di condotta. • Incoraggiamo la registrazione e l'accreditamento dei sistemi di preparazione per allenatori ed istruttori. 4. Gradiamo l'aiuto degli sponsor e dei media ma riteniamo che esso debba essere in accordo con i maggiori obiettivi dello sport giovanile. • Accogliamo il finanziamento da parte di organizzazioni e società solo quando questo non contrasta con il processo pedagogico, i principi etici e gli obiettivi dello sport giovanile. • Crediamo che la funzione dei media non deve essere solo re-attiva, ossia riflettere i problemi della nostra società, ma anche pro-attiva, cioè stimolante, educativa e innovativa. 5. Formalmente sottoscriviamo “La Carta dei Diritti del Ragazzo nello Sport' adottata dal Panathlon. Tutti i ragazzi hanno il diritto di: • praticare sport • divertirsi e giocare • vivere in un ambiente salutare • essere trattati con dignità • essere allenati ed educati da persone competenti • ricevere un allenamento adatto alla loro età, ritmo e capacità individuale • gareggiare con bambini dello stesso livello in una adeguata competizione • praticare lo sport in condizioni di sicurezza. • riposarsi • avere la possibilità di diventare un campione, oppure di non esserlo. Tutto questo potrà essere raggiunto quando i governi, le federazioni, le agenzie e le società sportive, nonché le industrie, i media, i manager, gli studiosi dello sport, i dirigenti, gli allenatori, i genitori e i giovani stessi approveranno questa dichiarazione.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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