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CSI Reggio: ti condanno ma non troppo

REGGIO EMILIA – Tolleranza zero, l'hanno chiamata. Lanciatori di fumogeni, meccanici che portano motorini in curva, sassi lanciati sulle gambe degli arbitri, monetine che centrano atleti tra le palle degli occhi. E' una guerra. Ma anche giocatori che insultano, che bestemmiano, che spintonano direttori di gara e mandano a quel paese mamme e sorelline dei guardalinee. E' una vergogna. Dulcis in fundo, presidenti che litigano come bimbi cui rubi la cioccolata, dirigenti che in tivù si lasciano andare a frasi comiche e scurrili, allenatori che incitano i tifosi alla violenza. Roba da mettersi le mani nei capelli. Non ci resta che piangere, allora, per dirla alla Troisi? Beh, un timido raggio di luce, noi, l'abbiamo scovato. Quasi per caso, perché nessuno gli ha dato pubblicità. Strano, perché la notizia è bella, carina, simpatica, perfino maliziosa. Campionato ragazzi del Centro Sportivo Italiano di Reggio Emilia. Un giovane giocatore del S.Pellegrino Everton viene espulso durante il match per gioco violento contro un avversario. Cartellino rosso dell'arbitro e conseguente squalifica. Il giudice sportivo calca un pochetto la mano, stoppando il giovane fino al 25 di maggio. La società non ha nulla da obiettare sul piano disciplinare, ma fa ugualmente reclamo, allo scopo dichiarato di voler recuperare il ragazzo, che vive una situazione personale non facile. E allora cosa ti inventa la commissione? Sentite un po': ”Esaminati gli atti, accertato quanto accaduto, rileva che la pena inflitta è conforme al fatto accaduto. Pur tuttavia, considerando di recuperare il ragazzo, delibera di ridurre la squalifica al 30 aprile 2005 ma nel contempo obbliga il ragazzo ad arbitrare 4 gare del campionato Ragazzi con effetto immediato, pena il ripristino della squalifica se non si attiene a quanto disposto”. Fantastici, mitici, grandiosi. Quella di Reggio Emilia è un'autentica perla. Caro ragazzo, hai sbagliato ma noi non te la vogliamo far pagare troppo cara. Però adesso ti metti addosso la giacchetta nera, ti prendi il tuo bel fischietto e cominci a provare come ci si sente in mezzo al campo, con giocatori e pubblico che si lamentano, che protestano, che sbuffano ad ogni decisione presa. Poi, vedrai che quando tornerai a giocare, forse da lupo cattivo diventerai un docile agnellino. Del resto il Csi non è nuovo a queste decisioni così drastiche, rivoluzionarie e splendidamente innovative. Notizie che forse non andranno in prima pagina sulla Rosea, ma è dalla base che si costruisce un calcio migliore. Il Centro Sportivo ci sta provando. E gliene va dato atto. Poi, se ci volete scommettere, tra un po' di tempo andremo a tirare le somme. E saranno di certo più sorrisi che lacrime.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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