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Doping, calciatore del Csi nei guai

Doping, calciatore del Csi nei guai

Pensate che giocando per divertimento in un campionato amatoriale come quello CSI siate esenti dalla normativa antidoping? Non è così: anche voi potreste rischiare grosso se vi viene in mente di assumere qualche sostanza dopante per migliorare le vostre performance sportive. I controlli antidoping, infatti, non colpiscono solo i professionisti, ma anche chi trucca le carte per aggiudicarsi il trofeo della polisportiva della porta accanto o una cesta con salame e parmigiano.
Ne sa qualcosa un calciatore amatoriale trentenne di Savignano, tesserato col CSI di Cesena e finito in un’inchiesta antidoping della Procura di Rimini dell’ottobre del 2012.

Il giovane è stato chiamato in dicembre a deporre davanti ai magistrati della Procura nazionale di Doping. Nell’audizione romana il giocatore ha dovuto rispondere alle domande sull’inchiesta penale per doping messa in piedi dalla Procura di Rimini. Il giovane è stato “pescato” tra i clienti del dottor Bianchi (un medico finito sotto inchiesta per il mondo del doping e “vittima” anche di un servizio di Striscia la Notizia) come consumatore di prodotti vietati. L’accusa parla di assunzione di oxandrolone e gonasi Hp. Il primo è uno steroide di sintesi, derivato del testosterone, con attività androgena ed anabolizzante. Il farmaco possiede proprietà anabolizzanti più pronunciate di quelle androgene. Il ragazzo, se verranno accertate le sue responsabilità, rischia grosso.

Oltre a una sanzione economica anche il divieto di accesso ai campi per almeno due anni. La cosa è curiosa è che solitamente al Tribunale Antidoping di Roma vengono chiamati gli sportivi professionisti sospettati di doping, o quantomeno gli amatori che partecipano a gare di livello nazionale (è il caso di un’inchiesta su ciclisti toscani che hanno vinto titoli italiani), e non quelli che giocano il fine settimana con gli amici.
Questo è un segnale importante che anche nei nostri campionati (e in qualsiasi attività sportiva) occorre stare attenti alle normative di legge, perché passare dalla partite del campetto in tribunale è un attimo.

L’autore - Chi è Alessandro Bondi

Presidente Provinciale, Responsabile Nazionale Arbitri Pallacanestro

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