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Dopo 33 anni a Ravenna torna il Giro d'Italia

RAVENNA – E' da quel lontano 1972, quando Marino Basso tagliò per primo il traguardo di Via di Roma, che il Giro d'Italia non tocca, con una tappa e non solo con un semplice passaggio in velocità, la città di Ravenna. Quest'anno al capoluogo romagnolo spetta la nona tappa, una tappa di transizione di 139 km dopo la cronometro di Firenze; ma a Ravenna il Giro resterà per ben tre gioni: lunedi 16 con l'arrivo davanti alla Loggetta Lombardesca, martedì 17 con un turno di riposo, e mercoledi 18, quando, da Piazza del Popolo il Giro ripartirà per Rossano Veneto (212 km) ultima "passeggiata" prima delle tappe alpine. Nella storia, sono 4 gli arrivi di tappa nella città romagnola: oltre a quello del 1972, anche nel 1931 (vinto da Learco Guerra), nel 1938 (Cino Cinelli), e nel 1955 (Pasquale Fornara). E' inutile nascondere che dietro ad un grande onore sta anche un grande onere: diversi, infatti, saranno i disagi per i ravennati in quei giorni lavorativi. Il giorno 16 verrà istituito il divieto di fermata per tutto il giorno e di transito nel pomeriggio, nel tragitto che va da Via Faentina, Via Maggiore, Circ.ne San Gaetanino e Via di Roma. Sarà sospeso il tradizionale servizio di autobus, chiusi parcheggi, interdette alla circolazione o al parcheggio interi rioni. Stessa storia per il giorno 18, per Via Maggiore e Via Faentina per il passaggio della "carovana" che parte dal centro città; di rilievo anche il divieto di transito e sosta dal pomeriggio del 17 a quello del 18 maggio in Piazza Garibaldi e Piazza Einaudi e per tutta la mattinata del 18 per Piazza Baracca e Piazza Kennedy, in una città, quella di Ravenna, nota a tutti per una viabilità insufficiente e contorta e per una cronica carenza di parcheggi. In ogni modo, un bel "colpo" per l'amministrazione comunale di Ravenna quella di accapparrarsi una tappa di una delle gare ciclistiche più famose al mondo; un modo per dare visibilità anche al litorale romagnolo ed un più ampio respiro pubblicitario internazionale proprio alla vigilia della apertura di una stagione turistica che il "caro-euro" non dipinge come ottimistica. Ravenna vive in buona parte di turismo, e ha bisogno di attirare l'attenzione del mondo (e dispiace ammettere che è molto più visibile e popolare una tappa del Giro rispetto al Ravenna Festival, ma è la verità), e per troppi anni si è dimenticata di assegnare una maglia rosa. Ma è altrettanto vero che anche il Giro ha bisogno di tappe prestigiose, cioè al di là della semplice logica dei denari, riteniamo sia molto più bello un arrivo e una partenza in una grande città di storia e d'arte rispetto ad anonimi paesini che al di là di una semplice citazione giornalistica sono e rimarranno sconosciuti ai più.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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