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Giacomo Giretto con il CSI sull’antidoping

ROMA – Nella giornata di chiusura della 42ma edizione della Settimana della vita collettiva si è svolto il Talk Show Sport per tutti, doping per nessuno, organizzato dal Centro Sportivo Italiano. L'incontro ha fornito la possibilità di approfondire una tematica delicata ed attuale che coinvolge sia i praticanti lo sport agonistico sia i molti giovani che si avvicinano alle diverse discipline sportive. Presenti all'evento Piergiorgio Zuccaro e Roberta Pacifici, entrambi dell'Istituto Superiore della Sanità, Giovanni Boni, responsabile del progetto del CSI ''Sport per tutti, doping per nessuno'' e Giacomo Giretto, campione della M. Roma Volley. Ha aperto il Talk Show Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta dello Sport e moderatore dell'evento. ''Siamo qui – ha detto Piccioni – perché lo sport è insidiato da questo cancro, dobbiamo trovare gli anticorpi giusti per salvaguardare il fascino della disciplina sportiva''. Boni ha, poi, illustrato la cronistoria del progetto che ha visto luce nel ‘99 ed è avanzato a piccoli passi fino a trovare poi ''la vera sferzata quando l'Istituto Superiore della Sanità ha cominciato a collaborare con il nostro progetto''. Roberta Pacifici, quale rappresentante dell'Istituto, ha percorso la storia del doping, dagli antichi greci ai nostri giorni, epoca infestata dall'ormone della crescita (GH) e dall'eritropoietina (EPO), specificando i diversi effetti devastanti sull'organismo. Va ricordato, inoltre, che dal 2000 il doping è reato in base alla legge 376. ''Il Ministero della salute – ha spiegato la dottoressa – dispone della modalità e dei luoghi da sottoporre al controllo. Tali ispezioni non rappresentano solo una verifica ma un strumento educativo che deve far sentire agli atleti e al mondo dello sport la nostra pressione''. Il dibattito finale ha visto protagonisti gli alunni dell'istituto tecnico E. Fermi e del liceo scientifico I. Newton di Roma ai quali Giacomo Giretto ha raccontato la propria esperienza nel mondo dell'agonismo. ''A 14 anni – ha detto il centrale della M. Roma Volley – sono andato via di casa per giocare a Parma. sostenendo enormi sacrifici che, però, alla lunga hanno premiato. Ho avuto la fortuna di giocare in nazionale con l'allenatore Julio Velasco che non tollerava il minimo aiuto proveniente dall'uso degli integratori. Bisogna combattere il doping – ha concluso Giretto – utilizzando esclusivamente le proprie risorse fisiche e mentali.''

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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