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Giovanardi, 4 milioni di euro contro la droga

ROMA – Droga: che fine ha fatto il programma SFP? Lo ha chiesto mercoledi scorso l'onorevole Luisa Capitanio Santolini in un'interrogazione a Carlo Giovanardi. Il programma SFP è un programma di prevenzione delle tossicodipendenze fondato sul rafforzamento dei fattori protettivi nella famiglia (strenghening families program), nato negli Usa. In Italia la sperimentazione di questo metodo è partita nel settembre 2007, grazie a un raggruppamento temporaneo di scopo tra Centro Sportivo Italiano (CSI); Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (FICT); Forum Oratori Italiani (FOI). Il progetto è stato finanziato dal Ministero della Pubblica Istruzione, che nel 2006 si era visto assegnare 3,6 milioni di euro da parte del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga. Giovanardi ha comunicato i dati delle sperimentazione. Il progetto si è sviluppato in 47 sedi, dislocate in Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto. I destinatari sono stati individuati nei nuclei familiari con figli tra 8 e 11 anni ovvero alunni della scuola primaria frequentanti le classi quarta e quinta e studenti della prima classe della scuola secondaria di primo grado. Ogni centro ha coinvolto 60 famiglie. L'Università «Cà Foscari» di Venezia ha monitorato i risultati della sperimentazione e ha potuto verificare un'effettiva utilità del programma SFP nel rafforzare le capacità genitoriali delle famiglie, anche quelle in condizioni disagiate, appalesando una situazione di progresso dei partecipanti praticamente omogenea e che il metodo ha suscitato il lusinghiero consenso non solo dei dirigenti scolastici ove ha avuto luogo la sperimentazione, ma anche degli studenti e dei relativi genitori. «Sono perciò dell'avviso – ha detto Giovanardi – che tale preziosa risorsa educativa, anche in considerazione della tangibile ricaduta protettiva degli ambiti familiari, andrebbe affrontata e valorizzata anche con il sostegno finanziario e le competenze proprie del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio». L'iniziativa quindi sarà replicata e – ha detto – «a tal proposito è già stata acquisita la disponibilità del CSI e della FICT. Si ritiene necessario, tuttavia, costituire un'apposita Cabina di regia tra il Dipartimento per le politiche antidroga, il Dipartimento per le politiche della famiglia e il Ministero dell'istruzione per la gestione del progetto e il coordinamento tecnico delle azioni previste. Sarà necessario anche individuare un ente «effettivamente» terzo per la valutazione dei risultati, in grado di «leggere» in termini scientifici e analitici gli esiti delle azioni previste dal progetto». Previsto l'innalzamento dell'età dei ragazzi coinvolti e una focalizzazione più ristretta sulla prevenzione dall'uso delle sostanze stupefacenti nella popolazione giovanile. «A tale scopo sono stati stanziati 4 milioni di euro, con la partecipazione delle esperienze scientifiche, metodologiche e organizzative del Dipartimento per le politiche antidroga e del Dipartimento per le politiche della famiglia».

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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