Home | Giovanardi per il progetto ''Insieme si vince''

Giovanardi per il progetto ''Insieme si vince''

ROMA – Giovedì 15 maggio sono stati presentati a Roma, presso l’Auditorium Unicef, i risultati del progetto ''Insieme si vince – Fare sport e lavorare nello sport come strumento di integrazione culturale e sociale'', portato avanti dal CSI per 18 mesi con il sostegno e il finanziamento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con il patrocinio del Dipartimento per la Giustizia minorile del Ministero della Giustizia. Attraverso il gioco e lo sport il progetto si è sviluppato nello sforzo di fare scoprire in diversi ambiti sociali opportunità per favorire l’integrazione e la coesione tra persone. Una particolare attenzione è stata dedicata a promuovere queste stesse opportunità educative e socializzanti tra i ragazzi italiani e stranieri sottoposti a provvedimenti penali. La presentazione del bilancio finale del progetto è stata aperta da un intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, on. Carlo Giovanardi, sull’attuale emergenza educativa. Bisogna fare quadrato – ha detto il sottosegretario – per salvaguardare i giovani da tutto ciò cui li espone la mancanza di educazione; famiglia, scuola, area religiosa ed associazionismo sportivo devono formare quel ''quadrato difensivo'', che solo può vaccinare i giovani alle devianze. Il superamento della crisi educativa non può essere atteso dalla rete pubblica, è piuttosto nelle possibilità di uno sforzo congiunto operato da diversi attori del sociale, che curino l’intero processo di recupero e di reinserimento di minori che hanno sbagliato. «Il progetto del CSI – ha concluso l’on. Giovanardi – ne è la dimostrazione». Serenella Pesarin, del Dipartimento della Giustizia minorile, ha testimoniato l’attenzione e la convinzione con cui il suo ufficio ha ''letto'' ed appoggiato il progetto. C’è bisogno di iniziative forti – ha detto – «per riaccendere nei giovani quella speranza che può aiutare a costruire un progetto di vita. Negli istituti di pena non ci sono giovani nati carnefici, ma che tali sono diventati perché a loro volta prima sono stati delle vittime. Con il progetto del CSI abbiamo voluto sperimentare un percorso nuovo, meno facile, che non si limitasse a proporre qualche attività sportiva ma usasse lo sport per lavorare sulla persona. Ora questo patto di alleanza deve continuare». Luciano Squillaci , consigliere nazionale della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, ha centrato il suo intervento su quel disagio giovanile, derivante da situazioni familiari irrisolvibili e complicate. Citando l’esperienza del progetto a sostegno della genitorialità ha quindi messo a fuoco i nodi intrecciati nel delicato rapporto genitori e figli e di quanto lo sport debba e possa fare come rimedio alla crescente devianza adolescenziale. ''Insieme si vince'', presentato nelle sue premesse e nei suoi esiti dal direttore dell’area formazione CSI, Michele Marchetti. Il risultato più brillante è consistito nell’essere riusciti a costruire una rete CSI-DGM che ha permesso di agevolare l’inserimento dei ragazzi in vari contesti lavorativi. Obiettivo raggiunto al punto che in alcune città si proporrà di accreditare il CSI come luogo dove i ragazzi possono svolgere servizi socialmente. Per la precisione sono stati attivati sul territorio 69 piani di inclusione, che hanno coinvolto 16 realtà locali: Acireale, Altoplatani, Ancona, Campobasso, Ascoli, Teramo, L’Aquila, Cagliari, Cosenza, Catanzaro, Foggia, Lecce, Napoli, Prato, Perugia, Roma. E di fronte a questi risultati il presidente nazionale del CSI, Massimo Achini, ha riconfermato che l’associazione non si accontenta di gestire campionati e tornei, e intende continuare ad operare attraverso lo sport anche nel campo del disagio. Un compito non facile, ma alla fine – ha sottolineato Achini – come in ogni ''gioco'' la differenza la fanno le persone e non gli ''schemi''. «Servono persone forti – ha concluso – per stare dalla parte dei deboli, persone che hanno un cuore grande per accettare una responsabilità del genere. Il CSI queste persone le ha, per cui non si accontenta della ordinarietà».

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico. I campi contrassegnati sono obbligatori *

*

BIGTheme.net • Free Website Templates - Downlaod Full Themes