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Gli Enti sportivi sono tanti,  ma sono tutti uguali?

Gli Enti sportivi sono tanti, ma sono tutti uguali?

In Italia esistono 16 Enti di Promozione Sportiva, anche se nella nostra Provincia non tutti sono presenti e alcuni esistono solo sulla carta. Tra questi Enti riconosciuti dal Coni, il CSI è il più antico, essendo nato in ambito cattolico precisamente 70 anni fa, riprendendo la tradizione del suo precursore nato addirittura nel 1904. Sedici Organizzazioni che si occupano di sport dilettantistico sono davvero tante, forse troppe; come scegliere quello a cui aderire con la propria società sportiva o circolo ricreativo? Sono tutti uguali o vi sono distinzioni tra di loro? Le differenze, a volerle cercare, in realtà ci sono e anche grosse.

La prima differenza è il “certificato di nascita”, che ne descrive in parte gli scopi e le filosofie. La maggioranza di essi infatti nasce come emanazione di partiti politici o aree ideologiche definite; il CSI è l’unico che non ha un certificato di appartenenza se non quello alla Chiesa universale, essendo l’unico Ente cattolico propriamente detto, riconosciuto dai Vescovi che nominano anche i sacerdoti consulenti ai vari livelli, e non ha alcun apparentamento di carattere politico-economico. Una seconda differenza è la quantità e qualità della attività da essi svolta; non si può infatti non notare come alcuni Organismi esistano più virtualmente che altro, spesso non hanno una sede né un sito internet, non hanno operatori, né volontari o arbitri e non hanno un sistema sportivo strutturato che funziona 365 giorni all’anno. Spesso sono solo dei “tesseramentifici”, che esistono solo per erogare servizi assicurativi e benefici fiscali per poi riscuoterne i relativi corrispettivi, ma non forniscono alcun tipo di servizio sportivo e formativo. Ciò basterà loro per accedere ai contributi pubblici di cui si nutrono, ma non basta alle società sportive che cercano qualcosa di più.

Una terza differenza è sicuramente l’aspetto educativo ed etico dello sport. Sul volantino della Uisp di Lugo relativo ad una festa dello sport in programma in questo weekend, si legge il senso della azione di quell’Ente che intende trasmettere “uno stile di vita che conduca ad un comportamento attivo. Il valore dello sport come gioco motorio…” basandosi sul fatto che tanti giovani abbandonano lo sport precocemente e non giocano più. Fin qui è giusto, certo, ma è sufficiente? È davvero solo questo il valore dello sport e il messaggio che vogliamo trasmettere ai ragazzi? È un semplice “muovetevi, che vi fa bene”? No, per il CSI e per la Chiesa, lo sport ha un valore ben più alto, un valore educativo e formativo della personalità e della coscienza, è non strumento di travaso di valori etici, umani e cristiani, una scuola di vita e di comportamento, perché non va allenato solo il corpo di una persona, come pare la pensi la Uisp, ma va “allenata” soprattutto l’anima delle persone, per costruire una società fatta di uomini che siano migliori, non solo fuori ma anche dentro.

Infine c’è quell’aspetto concretamente solidaristico che crea una distinzione ancora più importante. Tutti sono bravi a riempirci le orecchie di “attenzione agli ultimi”, alle fasce sociali più deboli o di integrazione. Anzi, talvolta diventa quasi una parabola di carattere ideologico o politico. In realtà e nella concretezza, però, questi Enti sono sempre assenti quando si tratta di abbassare i costi per l’utenza, di lavorare gratuitamente con i disabili, di organizzare iniziative per gli extracomunitari, di dare attenzione ai bambini e alle famiglie, di raccogliere fondi per destinarli ai poveri del mondo, ecc. Tutti bravi a fare demagogia, ma la solidarietà è una cosa seria e concreta che merita rispetto e poca visibilità, e non c’è Ente che, su questo, possa stare al passo con il CSI. L’Ente cattolico sarà silenzioso e poco visibile, ma chi ha bisogno sa bene che è l’unico luogo sportivo e aggregativo dove trova la vera concretezza dei fatti.

Insomma le differenze tra Enti esistono e sono anche notevoli. Non è uguale aderire ad un progetto piuttosto che ad un altro, avere in tasca una tessera piuttosto che un’altra. Non è per nulla uguale se siamo uomini che, per se stessi e per i giovani, cercano qualcosa di veramente diverso e non omologato.

L’autore - Chi è Marco Guizzardi

Vicepresidente provinciale, Consigliere di Presidenza Nazionale, Responsabile del Team Nazionale Innovazione e Tecnologia, Responsabile Nazionale Ufficio Rendicontazione Coni

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