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Guerrieri: “Doteremo 27 palestre di Ravenna con il DAE”
L'assessore allo sport Guido Guerrieri

Guerrieri: “Doteremo 27 palestre di Ravenna con il DAE”

Si è svolto ieri pomeriggio, 22 gennaio 2016 presso la Sala Forum “S. Buzzi” di Ravenna, un pubblico incontro tra le società sportive operanti nel territorio del Comune, l’Assessore allo Sport Guido Guerrieri e rappresentanti del 118 cittadino. Tema dell’incontro era la applicazione della ultima fase del fatidico “Decreto Balduzzi“, quella che riguarda la introduzione dei defibrillatori semiautomatici (DAE) negli impianti sportivi. Un decreto che, pur nella delicatezza del rimettere mano a tutta la tutela sanitaria della attività sportiva (negli anni ’70 ci vollero più di 2 anni per legiferare sulla intera materia) fu l’ultimo atto del governo Monti, varato inspiegabilmente in tutta fretta poche ore prima delle dimissioni, pieno di lacune e incongruenze e soprattutto carico di impegni rilevanti, di obblighi e di rischi per tutte le società sportive, da quelle professionistiche fino alle più piccole società amatoriali o parrocchiali. Un decreto che, nato sulla emotività dei casi Morosini e Bovolenta, nemmeno il governo Renzi è riuscito a migliorare ma solo di rinviare di altri sei mesi (20 luglio 2016), vista la manifesta inapplicabilità. Un provvedimento che, tra sei mesi sarà ugualmente inapplicabile come adesso se non si corre ai ripari e non si fanno le giuste modifiche che, pur tutelando la salute pubblica, garantiscano la vera messa in sicurezza degli eventi sportivi che le società sportive piccole (è ormai evidente) non riusciranno mai ad assicurare.

Quello di ieri è stato un incontro pubblico da tanti definito “tardivo”, perché giunto inspiegabilmente così in fondo ai 30 mesi dal varo del decreto, che solo il rinvio pubblicato martedì in extremis ha impedito che si svolgesse addirittura dopo l’entrata in vigore della legge. Nell’incontro, dopo aver spiegato i termini del decreto, più e più volte l’Amministrazione Comunale si è soffermata sul fatto che l’obbligo e i relativi costi della introduzione del DAE sono a carico delle società sportive. L’Assessore Guerrieri ha tranquillizzato i presenti, dicendo che il tema economico sollevato dalle società sportive è un falso problema, poiché una parte di esse gestisce impianti pubblici e ha delle entrate derivanti dal subaffitto delle stesse, e le altre società comunque svolgono attività giovanile, ed i bambini partecipano pagando una retta mensile per cui tutte le società hanno fonti di guadagno che permettono di sostenere la spesa. In sintesi, ed è una tesi già più volte sostenuta da Guerrieri, le società si lamentano sempre ed ingiustamente, mentre invece a parere della Amministrazione hanno soldi a sufficienza. Sono ovviamente parole in buona fede di chi non ha mai vissuto lo sport come dirigente di società sportiva, immerso nelle continue difficoltà materiali ed economiche, ma è stato comunque posto in un ruolo dove questa sarebbe una esperienza personale indispensabile. Se lo avesse fatto, di certo saprebbe che le rette ripagano a malapena i costi esorbitanti, e che quando, come sta avvenendo ultimamente, molte famiglie (si stima circa un 15-20%) non riescono più a pagare tutto, le società rischiano davvero il tracollo.

Sui corsi di formazione, resta l’onere a carico delle società sportive di arrangiarsi come possono. I rappresentanti del 118 (in particolare Begliardi e Mansi) hanno raccomandato di verificare che i corsi siano accreditati, e hanno confermato che la idoneità all’uso del DAE non ha scadenza, anche se raccomandano un re-training biennale a pagamento, che non è obbligatorio ma è utile. Hanno infine confermato che un corso BLSD costa in media 50 euro a partecipante, anche se poi hanno ammesso che il 118 lo fa pagare un prezzo più alto; dinanzi al brusio provocato da queste parole si è riaggiustato il tiro dicendo che dove i corsi costano poco è perché il corso non è accreditato oppure c’è un finanziamento pubblico che abbatte le quota di iscrizione.

Dinanzi ad un panel di relatori quindi spesso andato in contraddizione e che a tratti ha snocciolato una conoscenza non così approfondita avventurandosi in terreni piuttosto fangosi, i dirigenti sportivi presenti hanno fortemente pressato sulla scarsa comunicazione in questi 30 mesi, sulla mancanza di coordinamento e di interesse da parte della Amministrazione Pubblica, come se gli impianti dove si svolge l’attività non fossero di sua proprietà e sulla impossibilità materiale delle piccole società sportive di riuscire ad acquistare un proprio defibrillatore. Di fronte ad un dirigente di una minuscola ASD che diceva “io il DAE non posso comperarlo, perché con le rette di 20 bambini di cui metà non paga, non ho i soldi”, l’Assessore Guerrieri lo ha tranquillizzato dicendo che “comunque sia, non credo che nessuno verrà mai a controllare se sarete in regola o no“. Dinanzi al mormorio della platea, Guerrieri ha poi voluto rassicurare tutti sul fatto che, visto che la legge è stata “fortunatamente prorogata“, lui si impegnerà “personalmente ad avviare un percorso affinché tutte le palestre scolastiche dove le società svolgono la loro attività siano dotate di un DAE“. L’Assessore ha spiegato che è stato fatto un censimento delle attrezzature già esistenti, alcune delle quali sono di proprietà della scuola che a volte non le mette a pubblica disposizione, dal quale risulta la necessità di dotare 27 palestre del DAE. Il percorso da lui ipotizzato è di arrivare a luglio cercando, nelle scuole dove già esiste un defibrillatore che questo sia condiviso dalle società, e laddove non esiste il Comune si impegna ad acquistarlo e dotarne la palestra, assegnando alla società “capofila” di quella struttura la responsabilità della manutenzione, fermo restando che ogni utilizzatore deve sempre verificare con senso di responsabilità il funzionamento costante e segnalare eventuali anomalie.

A luglio, quindi, tutte le palestre comunali e provinciali (l’Assessore ha confermato che anche queste ultime, dopo la chiusura delle province, passeranno sotto la gestione del Comune) avranno un defibrillatore unico e in comune tra scuola e società sportive. E’ una ottima notizia, ed è esattamente ciò che il mondo sportivo chiede al Comune da oltre 2 anni, ma ha ottenuto risposta solo ora. Meglio tardi che mai. Non resta che vedere come andrà realmente a finire, cioè se c’è o meno la volontà vera di sanare questo ritardo (il bilancio comunale soffre sicuramente meno di quello delle società sportive, per qualche migliaio di euro spesi in sicurezza pubblica), dato che molti altri Comuni della provincia hanno non solo già da tempo offerto le dotazioni ma finanziato anche i corsi per gli allenatori, oppure se quello di ieri è stato solo uno spot elettorale, visto che sotto il proprio naso Guerrieri ha sventolato la bandiera di “Città Europea dello Sport” che sarà il suo cavallo di battaglia per la riconferma in Giunta. Del resto il sospetto di una promessa elettorale è venuto a molti presenti, visto che il decreto Balduzzi entrerà in vigore a luglio, quando questa Giunta non sarà più in carica; tuttavia al 12 di giugno, giorno in cui Guerrieri tornerà in lizza alle Comunali con la lista IdV, mancheranno solo 5 settimane alla entrata in vigore e gli elettori ravennati potranno già giudicare se il percorso da lui ipotizzato sarà a buon punto oppure no.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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