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I Comitati hanno incontrato il CSI Nazionale

REGGIO EMILIA – Si è svolto sabato 15 novembre l’incontro tra i Comitati territoriali dell’Emilia-Romagna e la Presidenza Nazionale, nell’ambito della serie di incontri itineranti chiamato “Tour delle Regioni”. Il Presidente Nazionale Massimo Achini, nella sua introduzione ha spiegato che il Tour è una grande opportunità di ascolto, una sorta di filo diretto che consente ad ogni Comitato di colloquiare sulle difficoltà, necessità e proposte proprie e delle società sportive del suo territorio direttamente con chi ha l’onere della guida del CSI e delle scelte sulla vita dell’associazione. Ha poi illustrato il programma del quadriennio, le cose già realizzate ed i progetti da realizzare a breve, tra cui una convention per i responsabili provinciali dell’attività sportiva ed una per quella formativa, programmate a Gennaio 2009, ed il “Master per Presidenti Provinciali” fissato per il 21 e 22 febbraio 2009 al Centro Tecnico di Coverciano. Infine si è soffermato sul progetto di semplificare la burocrazia del CSI, sulla modernizzazione del tesseramento e della comunicazione, nonché sulla necessità di uniformare maggiormente, sotto l’aspetto dell’immagine, il CSI adottando una carta intestata uniforme, divise arbitrali identiche ecc., poiché l’unità di una associazione si fa sì, nei valori e nei metodi, ma anche nella forma. Sono poi iniziate le relazioni dei Comitati presenti, iniziando da Faenza, con il Presidente Ulisse Babini, che si è soffermato sul rapporto con la Chiesa, sulla apoliticità del CSI, sul ruolo centrale del regionale nella formazione, sul bisogno di riprendere le Feste regionali e nazionali a fianco delle Finali, sui costi assicurativi per arbitri e operatori di Comitato. Il Presidente del Comitato di Ravenna, Marco Guizzardi, Consigliere Nazionale (nella foto), propone di costituire un gruppo di lavoro di parlamentari ‘’bipartisan’’ che stimoli la riforma del sistema sportivo, per dare nuovo impulso alla promozione sportiva e che cambi il metodo di valutazione della consistenza degli EPS per permettere al CSI di godere di riconoscimento, spazi e meriti dovuti. Siamo contornati di federazioni ed enti che, per quanto fumosi, godono di grandi spazi nel sistema dell'informazione pubblica. È tempo di fare in modo che società sportive e comitati territoriali abbiano un minimo di ritorno in termini di visibilità e considerazione. Questo si chiede anche alla Chiesa, in termini di progettualità, fattività, dialogo… un grande impulso può e deve scendere dal livello nazionale. Per quanto riguarda l’attività sportiva, si svolge prevalentemente a livello locale, ma lo slancio e le linee direttrici arrivano dal livello nazionale. In passato si è ceduto a logiche geopolitiche per l’organizzazione e la gestione dell’attività sportiva nazionale. Tali logiche, che non sono sbagliate a priori, devono tuttavia garantire funzionalità e qualità. Auspica un monitoraggio annuale che consenta gli opportuni correttivi. Invita a stare attenti ai costi della attività sportiva a carico delle famiglie. I contributi Coni non devono essere funzionali solo alla vita della struttura centrale, ma devono essere riversati a favore di nuove progettualità a livello territoriale. Infine la Formazione non deve essere autoreferenziale, ma sempre più funzionale all'attività sportiva. Formare è dare cultura e basi del sapere, del saper essere e del saper fare. Bisogna arrivare a costruire una formazione ‘’on demand’’, che dia quella qualità e funzionalità nelle operazioni di base (consulenza su elementi fiscali e amministrativi per le società sportive, testi, manuali, corsi per personale, call center…). Il testo completo dell’intervento si può scaricare dal link in fondo alla pagina. Raffaele Costagliola, neo-Presidente di Imola, ha descritto l’esperienza del proprio Comitato nell’organizzare e gestire tutto il settore GREST della Diocesi e soffermandosi sui pellegrinaggi in bicicletta, come settore da sviluppare. Il Presidente di Modena, Stefano Gobbi, ha apprezzato il Tour e ha detto che a livello di Comitato lo ripeteranno con sei incontri presso grosse società sportive. In sintesi ha detto: va messa mano a statuto e regolamenti, migliorare la comunicazione per farci conoscere, incentivare nuove attività decentrandole in tutti gli spazi (parrocchie, centri sportivi, parchi ecc.), valorizzare la formazione, i campionati interprovinciali di piccole attività, progetti-scuola, utilizzare parte dei fondi per sostenere progetti locali e comitati in difficoltà. Guido Leporati, Presidente di Carpi, ritiene che serva ridare spazio all’attività per tutti affiancando una attività meno selettiva all’attuale proposta dei campionati nazionali e che sul territorio, per fare attività, i comitati devono unirsi per avere più forza. Renato Dionisi, a capo del Comitato di Ferrara, presenta alcuni punti: Amministrazione: chiede di poter effettuare in tempo reale la verifica dei pagamenti da effettuare; Organizzazione: auspica una rete informatica unificata per permette a tutti i comitati territoriali di dialogare tra loro; Servizi: esprime la necessità di rafforzare i servizi fiscali, legali e amministrativi. Il Presidente di Cesena, Luciano Morosi, fa una riflessione sulla difficoltà di reperire nuovi volontari, col rischio di chiudere molti settori. Sottolinea come spesso lo sport è visto come ostacolo alla catechesi per cui è difficile interagire con le parrocchie. Auspica che l’incontro tra il CSI Regionale e i Vescovi della Regione possa portare qualche frutto positivo. I giovani disertano i nostri campionati e sono dirottati verso le federazioni; c’è trascuratezza nei confronti dei ragazzi meno dotati sportivamente ed è pertanto necessario il riconoscimento dello sport di base presso istituzioni. Il comitato non gestisce strutture sportive, per mancanza di competenze tecniche adatte, mentre altri enti sì. Esprime la difficoltà a sviluppare progetti per interagire con istituzioni pubbliche e auspica un percorso di formazione comune. Chiede più semplificazione della burocrazia. Dal Comitato di Forlì, il Presidente Stefano Gurioli, Consigliere Nazionale, chiede un tesseramento più snello e semplice, specie per centri estivi ed tornei estivi, suggerendo forme di tesseramento legate alla singola manifestazione, che sia a metà via tra il free sport e la tessera normale. Chiede infine un sostegno per i corsi per allenatori, che oggi hanno un costo organizzativo troppo esoso. Un altro Consigliere Nazionale, Florio Manghi, Presidente di Parma, chiede per le divise degli arbitri di non cambiare i modelli ogni anno, perché questo implica notevoli costi aggiuntivi al comitato. Sottolinea che la sola presenza del CSI nei consigli provinciali del Coni è di fatto insignificante. Dioocesi: il rapporto è molto bello e sono promotori di un progetto che gestisce tutti i campi sportivi della diocesi, per fare da cuscinetto tra società sportive e parrocchie. Auspica che nuove sponsorizzazioni portino ad una riduzione dei costi del tesseramento; sottolinea che i regolamenti delle attività sportive arrivano troppo tardi e stravolgono la programmazione territoriale, fatta in anticipo per dare modo alle società sportive di organizzarsi. Chiede di tornare al bilancio impostato in base all'anno sportivo per agevolare i comitati. Auspica la creazione di un contratto nazionale specifico per tutti i dipendenti dei Comitati CSI. Il Presidente del Comitato di casa, Davide Morstofolini di Reggio Emilia, propone un abbattimento dei costi delle finali nazionali. Auspica maggiore assistenza legislativa e fiscale; e sostiene l’idea di prevedere una copertura assicurativa per dirigenti. Andrea De David, Presidente di Bologna, Ritiene necessario una equilibrata combinazione di lavoro e volontariato all’interno del CSI, anche per la difficoltà a trovare volontari giovani nel contesto sociale e lavorativo del nostro tempo. Tesseramento: la procedura online è il futuro e deve andare di pari passo con una semplificazione del modello affiliazione. Attività sportive: le società sportive chiedono manifestazioni di livello nazionale parallele alle finali nazionali. Propone di provare a recuperare e migliorare strutture sportive presso le parrocchie. Un monitoraggio e recupero potrebbe aiutare ad aumentare le risorse. In sostituzione del Presidente di Piacenza Piergiorgio Visentin, ha letto la relazione il Consigliere provinciale Ernesto Guzzoni, parla di federazione dei circoli parrocchiali legata ai centri estivi, investimento nella stampa associativa, promozione di attività non proposte da altri enti, attenzione alle disabilità fisiche e mentali, collaborazione con Ufficio Sport e Tempo libero della diocesi (con cui si hanno rapporti estremamente cordiali, ma senza risvolto pratico). Infine è toccato a Rimini, con il suo Presidente Giancarlo Agostini, che vuole proporre di fare un convegno annuale (collaborazione con il Centro Don Oreste Benzi), che offra a rotazione una rosa di temi e sia un momento di confronto. Per quanto attiene a comunicazione e uniformità, chiede alla Presidenza di continuare sulle proposte presentate.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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