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Il Coni chiarisce la questione Enpals

ROMA – Con una nota del 19/12/2006, i vertici istituzionali dello sport italiano ritornano sulla questione dei contributi previdenziali per gli sportivi dilettanti, ribadendone la non assoggettabilità, alla luce della vigente normativa. Il principio alla base dell'esenzione, come più volte sostenuto anche dal CSI, si basa sull'assunto che non può esservi contribuzione previdenziale laddove non vi é reddito di lavoro. Pertanto, come precisa la lettera a firma del segretario generale del CONI, Raffaele Pagnozzi, nessun altro soggetto al di fuori dell'amministrazione finanziaria può qualificare differentemente i redditi sportivi dilettantistici, che sono e restano redditi diversi, ai fini fiscali e dunque previdenziali. Nessuna menzione viene fatta circa il paventato plafond di 4500 euro (soglia di marginalità) superato il quale i compensi sportivi diverrebbero soggetti al contributo ENPALS; circostanza che avvalora l'orientamento in materia espresso dal CSI e smentisce le tesi supportata da taluna stampa specializzata. Pertanto la faccenda è da considerarsi definitivamente chiusa: qualsiasi richiesta da parte dell'Enpals alle società sportive di regolarizzare la posizione previdenziale di quei tesserati che percepiscono un compenso per prestazioni sportive dilettantistiche, è da rigettarsi.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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