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Il CSI: non votate al referendum di maggio

Tra i componenti del Comitato “Scienza & Vita”, costituitosi per scongiurare, attraverso il “non voto” al prossimo referendum, il peggioramento della legge sulla fecondazione assistita, compare il presidente del Csi, Edio Costantini. I motivi di tale adesione, evidentemente non privata ma associativa, risultano chiari alla luce dei quattro quesiti referendari. LA FECONDAZIONE ASSISTITA (FC) La legge prevede che le tecniche di fc sono consentite alle coppie con problemi di sterilità o infertilità che non dispongano di altri mezzi per rimuovere gli ostacoli al concepimento. Esse però debbono essere informate su metodi, problemi e possibili controindicazioni, ed esprimere un consenso scritto revocabile fino “al momento della fecondazione dell’ovulo”. Possono inoltre essere prodotti embrioni in numero sufficiente per un unico temporaneo impianto, e comunque non più di tre. Un’eventuale vittoria del sì abolirebbe sia l’obbligo di una diagnosi medica di sterilità o infertilità sia ogni limite numerico alla produzione di embrioni e renderebbe possibile il rifiuto dell’impianto in utero anche dopo la formazione dell’embrione. I DIRITTI DEL CONCEPITO La legge riconosce una dignità all’essere umano sin dal concepimento e, anzitutto, il diritto di nascere. Vieta di conseguenza che l’embrione umano venga trattato come una “cosa”, congelandolo o facendone oggetto di sperimentazione. Con la vittoria del sì l’embrione verrebbe trasformato in una entità priva di qualsiasi diritto, in particolare quello della vita. L'EMBRIONE: ESSERE UMANO O CAVIA? La legge vieta gli esperimenti sugli embrioni, a meno che abbiano per fine la loro salute; vieta inoltre la loro produzione per fini di ricerca, selezione eugenetica, manipolazione, clonazione, produzione di ibridi tra gameti umani e di specie diverse, crioconservazione. Con la vittoria del sì l’embrione verrebbe considerato, di fatto, semplice materiale biologico nelle mani di tecnici di laboratorio. (Merita ricordare che non vi sono oggi terapie che implichino l’uso di cellule staminali tratte dagli embrioni, né è possibile prevedere se e quando ciò sarà possibile). ETEROLOGA: FIGLI DI CHI? La legge prevede solo la fecondazione omologa, cioè con gameti dei due partner che vogliono avere figli. Con la vittoria del sì sarebbe possibile la fecondazione eterologa, effettuata con un “donatore” esterno alla coppia; e si avrebbero figli privi del diritto di avere genitori certi e conosciuti. Bastano questi rapidi accenni per comprendere quanto risulti più che opportuna la presenza del presidente nazionale del CSI nel comitato “Scienza & Vita”, nonché l'astensione al voto al referendum di maggio.

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Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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