Il CSI Prato in lizza al Sottodiciotto Filmfestival

PRATO – Da Gennaio a Maggio 2007, il ''Centro 2you'' del CSI di Prato ha organizzato un laboratorio di produzione video-cinematografica con l'obiettivo di stimolare la creatività soggettiva dei partecipanti, attraverso la pratica diretta di nuovi linguaggi e nuove tecnologie. Il cortometraggio realizzato dai ragazzi, dal titolo ''Maschere'' e della durata di 12 minuti, affronta tematiche che riguardano la comunicazione tra adolescenti e l'utilizzo delle nuove tecnologie nei loro rapporti. L' Aiace (Associazione Italiana Amici Cinema d'Essai) di Torino, ha di recente comunicato al CSI che il cortometraggio è stato selezionato per il concorso Extrascuola del Sottodiciotto Film Festival, in calendario dal 6 al 15 dicembre nel capoluogo piemontese. Sottodiciotto Filmfestival nasce nel 2000 su iniziativa dell’Aiace Torino e della Città di Torino – Divisione Servizi Educativi, con l’obiettivo da un lato di incentivare la creatività giovanile offrendo uno spazio di visibilità ai prodotti realizzati dagli under 18, dall’altro di ospitare, attraverso percorsi ragionati, uno spaccato significativo delle produzioni che mettono in scena il mondo dei minori, divenendo un punto di riferimento per tutti coloro che amano il cinema giovane di ieri, di oggi ma soprattutto di domani. Pronto ad accogliere e valorizzare le opere realizzate da cineasti in erba che non hanno nulla da invidiare per intelligenza, determinazione e senso dell'umorismo ai loro colleghi più sperimentati, il Festival ospita nel contempo anteprime, pellicole restaurate, programmi e proiezioni speciali, laboratori, seminari e ospiti prestigiosi, col fine di ragionare a 360° su cosa vedono, vogliono, sognano e immaginano gli adulti di domani. Sottodiciotto, con l’originalità della propria formula e l’apertura a nuove fasce di pubblico normalmente trascurate, ha dato quindi voce a un cinema ''giovane'' lontano dagli schemi, fresco e aperto all’innovazione. Il cortometraggio, in pochi minuti, intende denunciare la poco consistenza dei rapporti che si instaurano tra i più giovani, anche grazie alla complicità dei moderni mezzi di comunicazione. Si apre con una classica festa in casa, é carnevale e tutti sono ovviamente mascherati. Alcune ragazze commentano l'arrivo alla festa del bello della scuola, mascherato da Zorro e dopo qualche sguardo una di loro riesce ad ''acchiapparlo'' e a passare qualche minuto di intimità con lui. Qui entrano in scena le nuove tecnologie, infatti entrambi i ragazzi filmano le effusioni, per poi inviarle e mostrarle ad amici e ''nemici''. Quando la festa finisce la farsa continua anche a casa e i due ragazzi si inviano teneri e mielosi sms quanto falsi, prendendo spunto dalle frasi create ad arte dai protagonisti del ''Grande Fratello''. Sulla musica de ''Il Carrozzone'', i due protagonisti si spogliano delle loro maschere e riflettono sulla loro condizione e sulle loro scelte. Ciò che il cortometraggio vuole mettere in evidenza non é soltanto la presa a modello di miti televisivi, ma le problematiche che gli adolescenti devono affrontare quotidianamente sia nel rapporto fra loro che nel confronto con il mondo adulto.

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