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Il diario – Pensieri e Parole – Agosto 2014

Il diario – Pensieri e Parole – Agosto 2014

«Cara Emma, oggi ho perso la maglia gialla. Non è che l’ho persa perché non la trovavo più, l’ho persa perché ci sono altri corridori più bravi. Ma fa niente, oggi sono contento perché finalmente ti ho visto su Skype e mi sono commosso. Sei la più bella vittoria della mia vita, e se penso che Vittoria è il tuo secondo nome.» Tours de France 2014, tappa di Mulhouse Domenica 13 luglio 2014.

Il brano sopra riportato è una pagina del diario che Vincenzo Nibali, trionfatore del Tour di France 2104, ha scritto ogni giorno a sua figlia di 4 mesi durante la competizione francese.

Gli sportivi e tutti gli italiani hanno esultato nel ammirare la vittoria di Nibali al Tours, Vincenzo ha dimostrato di essere un campione, un atleta ed un uomo eccezionale. La sua serenità, la sua umiltà in gara, il rispetto per tutti gli avversari è stato un evento sorprendente. In un mondo sportivo sempre più “malato”, pare incredibile trovare un personaggio così. Tant’è che qualcuno non ci crede ancora insinuando: «Ma sarà tutto vero?».

Vedremo, il futuro ci darà le risposte, intanto godiamoci il presente e consoliamoci con l’esempio che questo ciclista ha lasciato al mondo sportivo intero.

Una delle scoperte più belle insieme alle performance sportive di Nibali è stato leggere (pubblicato su Sport Week della Gazzetta dello Sport) il diario che lui ogni giorno ha scritto a sua figlia Emma di 4 mesi, parole semplici, affettuose di amore che ci inducono a riflettere sul rapporto genitori – figli nello sport

Un diario di parole meravigliose verso la figlia: il brano scritto sopra si riferisce al giorno in cui Vincenzo ha perso momentaneamente la Maglia Gialla, leggendo quelle righe sorge spontanea una domanda: «Con un padre che ti parla in questo modo, Emma con quale idea di sport può crescere?». Penso con un idea splendida di sport, perché Nibali nonostante stia vincendo la gara ciclistica più importante al mondo, dimostra che la cosa più importante non è la vittoria al Tour ma l’amore per sua figlia.

Quanti sono i genitori che hanno praticato sport o campioni falliti che si rapportano in questo modo cosi straordinario con i loro figli?

La verità purtroppo è un’altra, nei campetti di calcio e nelle palestre assistiamo ad una situazione diversa, il gioco diventa battaglia, il genitore, diventa allenatore, capo tifoso, giustiziere degli avversari.
Il successo sportivo fallito a suo tempo dal genitore, deve ottenerlo il figlio… “con gli interessi”. Altrimenti sono dolori. Le frustrazioni dei padri sono proiettate sui figli con il risultato che ai figli passa la voglia di giocare, e si abbandona precocemente la pratica sportiva.

Per i giovani giocare è una cosa seria, ma i grandi devono riuscire a scherzare, a sdrammatizzare le situazioni di ansia che lo sport crea.

Nibali riesce a scherzare nel giorno in cui ha perso la maglia gialla, dice infatti: «non l’ho persa perché non la trovavo più, l’ho persa perché ci sono altri corridori più bravi».
Cari genitori, cari allenatori, cerchiamo di volere bene ai nostri figli, ai nostri atleti, cerchiamo di volere il loro bene sportivo che tante volte non corrisponde alle nostre aspirazioni e alle nostre idee. È un dovere educare i figli seguendoli nelle partite e negli allenamenti senza prevaricare nessuno, pensando che le nostre competenze siano le migliori. Questa è la strada per creare campioni sicuramente della vita e forse anche dello sport. I genitori riscatteranno i fallimenti sportivi patiti in gioventù e potranno dire «sono diventato un campione di amore per mio figlio».

Cari genitori che avete figli che praticano sport provate per una volta ad essere “straordinari” e scrivete un diario di pochi giorni o una lettera ai vostri figli su cosa pensate di loro, del loro giocare e di ciò che forse non riuscite a dirgli a parole. Sarà l’occasione per scoprire che siete dei bravi genitori e forse troverete il coraggio di dire a vostro figlio come Nibali «Sei la vittoria più bella della mia vita.».

Prof. Giacomo Abate
Coordinatore Area Formazione CSI Emilia Romagna

L’autore - Chi è Alessandro Bondi

Presidente Provinciale, Responsabile Nazionale Arbitri Pallacanestro

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