Home | Incapaci a governare: tanto rumore per nulla

Incapaci a governare: tanto rumore per nulla

ROMA – Prodi si è dimesso. Con una puntualità esasperante anche questo governo Prodi dopo neppure un anno è caduto, punito più per l'azzardo della sua variopinta coalizione che non per la durezza delle sue azioni. Ha fatto in tempo ad emanare la più incomprensibile Finanziaria della storia repubblicana, contando su una vita lunga per potervi rimediare, sulla quale nessuno, un cuor proprio, aveva il coraggio di scommettere e se ne è andato. Le sue dimissioni sanciscono il fallimento di una coalizione di centro-sinistra, fin troppo simile a quello del suo primo governo, che è costretta a stringere alleanze elettorali con piccole minoranze estremiste che l'hanno tenuto in scacco tutti questi mesi. La sinistra radicale l'ha portato al governo, l'ha costretto a fare alcune scelte e l'ha poi costretto ad andare a casa. Non è possibile che il destino del nostro Paese e dell'intera coalizione di centro-sinistra resti nelle mani di pochi integralisti pronti al suicidio politico pur di portare avanti battaglie idealistiche che alla grande maggioranza del Paese interessano in maniera abbastanza relativa. Il fatto che Prodi fosse numericamente legittimato a governare dopo l'incertezza delle scorse elezioni era un dubbio che attanagliava tutti; ma pur di non vedere tornare il suo predecessore al governo, il popolo di centro-sinistra aveva dovuto mandar giù un boccone amaro e consentire di essere governato da un personaggio non pienamente rappresentativo di tutta la propria maggioranza. Ora è evidente che il centro-sinistra esce, da un punto di vista morale, assolutamente perdente: Berlusconi con tutte le sue contraddizioni ha governato cinque anni, Prodi non riesce mai ad arrivare neppure al primo compleanno. Non sarà più possibile ricandidarlo per evitare di perdere in maniera umiliante. Ora il nostro Paese entra in una crisi profonda: non c'è più una sinistra e non c'è più una destra, con l'uscita di Casini. Un ritorno alle urne entro pochi mesi sarebbe l'unica soluzione logica ma non si può immaginare chi saranno i contendenti. D'altra parte un Prodi-bis che si basa su un accordo tra partiti che poi in aula non sono in grado di controllare gli stessi propri estremisti, è un mezzo pasticcio che potrebbe consentire di far passare almeno un anno e quindi di smorzare la cocente delusione degli elettori verso questa coalizione e dare ad essa qualche speranza di potersela giocare col Cavaliere nella prossima competizione. Che questo Governo fosse anche un buon Governo, lo lasciamo alle considerazioni dei lettori. Qualche dubbio alcuni milioni di italiani ce l'hanno, vista la ''dieta'' che le buste-paga hanno subito in gennaio e quello che subiranno in febbraio, che probabilmente frenerà i consumi, annullando la pur minima ''ripresina'' economica che si stava affacciando. Ma è pur vero che questo Governo, in questo momento, serviva. Non tanto per le piccole battaglie ideologiche (come i Dico, la base di Vicenza o la Tav) ma per portare avanti i veri programmi popolari che stava progettando e che, già sofferenti di enomi ritardi, aspettavano una risposta legislativa (il nuovo 5 per mille, la detraibilità delle spese sportive ecc.), e non sappiamo chi, quando e come, potrà dare delle risposte…

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico. I campi contrassegnati sono obbligatori *

*

BIGTheme.net • Free Website Templates - Downlaod Full Themes