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''Lo sport per crescere da uomini''

RIMINI – È stato il titolo del convegno cui sono intervenuti, il 23 agosto scorso, al Meeting, Edio Costantini, Presidente Nazionale CSI; Gianni Petrucci, Presidente CONI; Vincenzo Pincolini, Preparatore Atletico del Parma, moderato da Tiziano Saggiomo, Presidente Compagnia delle Opere Sport. È lo stesso Tiziano Saggiomo ad introdurre il tema dell'incontro riferendosi ai fatti attuale del mondo calcistico: ''lo sport è parte integrante della vita'', soprattutto nelle prime fasi di età, quindi per crescere da uomini, per citare il titolo del workshop al Meeting di Rimini ''bisognerebbe ripartire dalla base'', dai ragazzini, ''per consegnare una classe più sana''. Il primo ospite a prendere la parola è stato Edio Costantini, presidente nazionale del Csi: ''queste tematiche sono quelle che ci portiamo dentro'', spiegando poi l'impegno difficile dell'educazione dei giovani allo sport. Costantini si è dilungato a descrivere la difficile situazione sportiva in Italia, cercando nello stesso tempo di sottolineare come invece lo sport possa essere una via preferenziale per educare i giovani: ''migliore dello sport credo non ci possa essere altro, perché non ammette mediocrità'', lo sport chiede tutto, chiede il meglio di sé, nel rispetto, ed è ''metafora della vita''. Lo sport vero è uno strumento ''miracoloso'', ma ha bisogno di punti di riferimento: per Costantini servono quindi allenatori e società che siano compagni di strada per i giovani; il rischio più grande sono infatti coloro che sfruttano i più giovani. Il presidente del C.S.I. individua quindi la necessità di luoghi che divengano innanzi tutto punti di incontro, senza demonizzare la competitività e l'agonismo. E' necessario per lo sport puntare ''all'eccellenza e alla fatica''. Per tutto questo le società sportive devono divenire punto di riferimento e di sviluppo nel territorio. Vincenzo Pincolini, preparatore atletico del Parma Calcio e docente presso la facoltà di Scienze Motorie all'Università di Parma, riprendendo l'intervento di Costantini ha compiuto un excursus per evidenziare l'assenza di una cultura sportiva in Italia: ''siamo l'unico stato senza corsi di educazione fisica nelle scuole elementari''. Pincolini ha poi individuato l'esigenza di un intervento diretto delle amministrazioni locali per potenziare questa cultura sportiva: servono regole centrali e un lavoro capillare, ''non si può lasciare tutto in mano alle società sportive''. La stessa trasformazione dell'ISEF in Facoltà Scienze Motorie presenta, per il relatore, delle facce oscure, eliminando totalmente l'insegnamento alla prevenzione. Per Pincolini la colpa maggiore sta però nella scuola, che al contrario delle federazioni e delle società sportive non ha ancora intuito il vuoto presente in Italia in tema di educazione sportiva. In conclusione egli ha evidenziato due temi scottanti: primo, come l'abbandono sportivo avvenga in un'età decisiva come la fascia tra i 12 e i 13 anni, e si ritorni allo sport solamente intorno ai 16 anni; secondo, il doping, che può essere sconfitto ''solo dalla strada della cultura'' partendo dalla famiglia, dalla scuola e dalle società sportive. ''Io nasco negli oratori salesiani'', così ha aperto il suo intervento Gianni Petrucci, presidente del C.O.N.I., volendo sottolineare la necessità di luoghi ben definiti dove fare sport, ma soprattutto dove poter fare degli incontri. Il compito del C.O.N.I. e del neonato Ministero dello Sport è proprio quello di richiamare i giovani all'attività sportiva, per far crescere i ragazzi come uomini: ad esempio di questo Petrucci a portato l'avventura della nazionale: ''in Germania si è dimostrato che questi atleti sono cresciuti da uomini''; questo è l'ultimo esempio di come la forza dello sport in Italia sia grande. Quanto ai fatti attuali del mondo del calcio, Petrucci ha confermato la necessità di dare al calcio delle regole etiche, ribadendo però che i primi educatori devono essere i genitori, poi i dirigenti e gli allenatori. Per questo il Coni vuole ''rilanciare i Giochi della Gioventù'', promuovendo nella scuola primaria l'attiviatà sportiva. Per concludere Petrucci ha richiamato alla necessità di una ''rivitalizzazione'' a livello sia di costruzione di impianti sia di regolamento interno. Riprendendo il processo al calcio ha sottolineato come sia necessario il rispetto del regolamento interno dello sport, e la necessità di ''difendere la nostra autonomia''. ''Oggi siamo di fronte a un periodo delicato, ma ne stiamo uscendo nel rispetto delle regole, e anche questo è un crescere da uomini''.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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