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Melandri: tutti gli interventi della finanziaria

ROMA – Il ministro Giovanna Melandri auspica in tempi brevi la costituzionalizzazione di un principio di etica sportiva. A margine della presentazione dei provvedimenti in materia di attività sportive contenuti nella Finanziaria 2007, avvenuta mercoledì scorso a Roma, il Ministro per le Politiche giovanili e le Attività Sportive Giovanna Melandri, parlando degli interventi previsti, ha specificato che ''fanno parte di un nuovo modello di Welfare basato sulla prevenzione e su stili di vita corretti che speriamo di riuscire a far passare presso gli italiani''. In maniera schematica le cinque linee di intervento previste sono: 1) Promozione della pratica sportiva tra i bambini e i giovani 2) Sostegno all’attività del Coni 3) Una nuova stagione per l’impiantistica 4) Sostegno all’attività del Comitato Paralimpico 5) Contrasto al doping In merito al primo punto, l’art. 15 del T.U. delle imposte sui redditi ha previsto la possibilità di portare in detrazione il 19% delle spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute dalle famiglie per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, dei ragazzi di età compresa dai 5 ai 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine e altre strutture o impianti sportivi. ''Nel nostro Paese – ha aggiunto il Ministro – non mancano segnali di allarme. Tra gli 11 e i 17 anni si è avuto un calo di pratica continuativa e negli ultimi due anni la pratica saltuaria ha lasciato il posto a quella sedentaria. Sono 23 milioni, cioè il 40%, gli italiani che non praticano alcuna attività fisica e l’obesità è in costante aumento. Se vogliamo vederla sotto il punto di vista sanitario, l’obesità costa al Servizio Sanitario Nazionale 22,8 miliardi di euro. Attraverso questa nuova norma la pratica sportiva esce dalla dimensione prettamente legata al tempo libero e diviene uno stile di vita, un invito alle famiglie a far praticare ai loro figli in maniera continuativa uno sport''. Detto dei 450 milioni stanziati per il Coni, la Melandri ha poi analizzato la situazione dell’impiantistica. ''Vogliamo rilanciare l’Istituto per il credito sportivo, al quale verra` elargito un contributo annuo di 20 milioni di euro per il 2007, 2008 e 2009. Abbiamo inoltre autorizzato la spesa di 42,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007 e 2008 per la realizzazione della Città dello Sport a Tor Vergata, progettata dall’architetto Santiago Calatrava. Immaginiamo inoltre un diverso utilizzo degli impianti già esistenti; intanto preannuncio l’inizio della sperimentazione, presso alcune scuole di provincia, dell’obbligatorietà di una materia come educazione motoria, in grado di formare nei ragazzi una cultura sportiva diversa. Abbiamo stabilito inoltre che il Ministero della Pubblica Istruzione favorisca una piena fruizione delle palestre scolastiche anche in orario diverso da quello delle lezioni''. Grande soddisfazione è stata poi manifestata dal Ministro per quanto riguarda il sostegno al Comitato Paralimpico. ''Il contributo è stato aumentato di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007 e 2008, mentre per il 2009 lo stanziamento è di 3 milioni di euro''. La Melandri ha poi affrontato il discorso relativo al doping: ''Per il potenziamento degli interventi e delle attività della Commissione per la vigilanza e il controllo del doping, è autorizzata un’ulteriore spesa di 2 milioni di euro a decorrere dal 2007. Un segnale importante della volontà di contrastare con forza l’uso di sostanze illecite nella pratica sportiva''. Il Ministro ha anche fornito indicazioni sugli indirizzi che il suo Ministero intende seguire nel corso della legislatura. Abbiamo appreso così che si vuole introdurre nella Costituzione il riconoscimento del valore sociale dello sport: una cosa che, se formulata con attenzione, potrebbe schiudere scenari nuovi in un Paese che ha sempre considerato la spesa pubblica per lo sport più un lusso che un investimento sociale. Del resto, il Ministro ha assicurato di guardare con uguale attenzione allo sport di alta prestazione come all'attività sportiva che costruisce educazione giovanile, cittadinanza, politiche sociali. Prima di esultare, tuttavia, bisognerà capire se e in che modo si concretizzerà il riequilibrio tra sport dei grandi atleti e lo sport dei cittadini qualunque, tra sport professionistico e sport dilettantistico, tra lo sport di pochi bravi e privilegiati e lo sport dei molti che non sono né l'una né l'altra cosa. In fondo, la prima questione da definire è proprio cosa debba intendersi per sport sociale, come esso si distingua dall'altro sport, quali siano i suoi diritti/doveri, di chi sia la competenza di promuoverlo e come. Idem per il concetto di promozione sportiva, che oggi vede crescenti conflitti di competenze tra Federazioni ed Enti. Non è faccenda facile da risolvere, ma è faccenda urgente. Si pensi, ad esempio, che gli Enti di promozione sportiva come il CSI mancano a tutt'oggi di riconoscimento legislativo, di un inquadramento certo che li sottragga all'essere i vasi di coccio tra i molti vasi di ferro (le Federazioni) che compongono gli organi rappresentativi del CONI. La modifica costituzionale indicata dal Ministro dello sport ha bisogno perciò di essere accompagnata da una modifica chiara del quadro generale dello sport italiano e delle norme che ora lo regolano, statuto del CONI in primis. Sono i temi che il CSI rappresenterà al ministro, con pieno spirito costruttivo, non appena ne avrà l'occasione.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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