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Palestre a Ravenna, cambiano le priorità del Comune

L’assessore allo sport del Comune di Ravenna Guido Guerrieri e la dirigente Raffaella Sutter hanno tenuto un incontro pubblico con le società sportive della nostra città per illustrare la situazione attuale delle palestre e il nuovo regolamento di assegnazione che verrà discusso e presentato nei luoghi deputati alla sua approvazione. La tempistica prevede l’individuazione delle nuove tariffe, la pubblicazione anticipata del bando (che potrebbe diventare biennale per ridurre la burocrazia, prevedendo una revisione annuale) rispetto al passato e l’assegnazione degli spazi in base al regolamento che nel frattempo sperano venga approvato. Guerrieri ha esordito riconoscendo che le palestre (nonostante, ha ricordato, i problemi che alcune presentano a causa di mancata manutenzione negli anni) sono i luoghi che permettono a chi opera nel mondo sportivo di svolgere il proprio servizio alla società civile. Riconoscimento “sulla carta” e che non sembra far parte delle linee guida politiche portate avanti dall’amministrazione comunale che ha deciso di non investire in nuovi impianti (e neanche in quelli esistenti salvo interventi non procrastinabili) e di caricare sulle tariffe i costi di gestione invece di consolidare la realtà virtuosa del Comune di Ravenna con tariffe al di sotto della media. A complicare la situazione vi è anche il riordino delle amministrazioni provinciali. Ad oggi il Comune si occupa di assegnare le palestre comunali e scolastiche, incluse quelle delle scuole di secondo grado (superiori) che sono di proprietà della Provincia. Dal 1 gennaio 2014 la Provincia stessa non gestirà più le palestre in orario extra-scolastico, gestione che quindi passerà al Comune con oneri e onori e un conseguente aggravio di spese stimato intorno ai 150.000 euro. E qui Guerrieri e Morigi (assessore al bilancio) iniziano a scornarsi.

E si passa al primo nodo spinoso: l’aumento delle tariffe, ferme a quelle del 1998, e che attualmente che coprono il 20-25% di quanto viene effettivamente speso per la gestione. Aumento giustificato sia a causa dell’aumento dei costi sia per responsabilizzare le società affinché liberino le ore non effettivamente impiegate e normalizzare la situazione (ma poi lo stesso Guerrieri a fine serata riporterà che i 280 controlli in tal senso non hanno evidenziato alcuna situazione non regolamentare… quindi cosa c’è da normalizzare? Ormai è ben noto che ci sono più spazi effettivamente necessari rispetto a quelli disponibili: questo dovrebbe essere visto come un’opportunità e non come un problema). Prendiamo come riferimento una palestra di fascia alta, come è stato fatto in assemblea (la Mattioli, ad esempio) ma le proporzioni saranno simili per le altre fasce. Attualmente le società pagano (si parla di tariffe orarie) 4,39 euro per l’attività legate a Federazioni ed Enti e 10,85 euro per attività di mantenimento per adulti e varie. Si vuole passare a tre fasce: una per l’attività sportiva giovanile (under 18) a 7,00 euro (+59%), per l’attività sportiva seniores a 10,00 euro (+128%) e quella per il mantenimento a 14,00 euro (+29%).

Secondo punto spinoso: i criteri di priorità per l’assegnazione delle ore. Questi quelli proposti come priorità maggiori: – nella fascia oraria 17-19.30 privilegiata l’attività giovanile e quella di avviamento allo sport; – gare ufficiali rispetto ad amichevoli e allenamenti; – sede e attività prevalente nel Comune di Ravenna; – iscrizione al registro del CONI; – sport che va svolto in palestra per regolamento; – discipline olimpiche; – continuità e operatività consolidata negli anni; – regolarità negli impegni economici verso il Comune; – risultati agonistici conseguiti in campo juniores e successivamente quelli in campo seniores; – partecipazione alle manifestazioni nazionali, regionali, provinciali; – ruolo sociale dell’attività svolta come ad esempio quella verso i portatori di handicap; – controllo dell’effettivo lavoro svolto verso la popolazione grazie agli elenchi anagrafici dei tesserati e relativi anni di nascita; – promozione e avviamento allo sport; – qualifiche e curricula dei tecnici; – struttura societaria valutata anche grazie all’impiego di professionisti del settore e all’individuazione del medico sociale. Criteri che secondo Guerrieri devono comunque garantire la biodiversità dell’azione sportiva sul territorio ma che ai più sono apparsi invece atti a favorire il fatto che il pesce piccolo abbia poche possibilità rispetto a quello grande.

Terzo punto spinoso quello che ha infiammato le ultime chiacchiere da corridoio: le pulizie. Sarebbe intenzione affidare il tutto ad una cooperativa (il cui costo sarà ricaricato a parte) a cura del Comune, per garantire legalità e controllo sul servizio (oserei un “era ora”). Rimarrebbe invece, ove possibile, l’attuale gestione delle pulizie dalla società capofila a patto che sia tutto correttamente rendicontato e che gli importi non siano superiori a quelli richiesti dalla cooperativa. Rimane invece nebulosa la proposta di dare in gestione completa (manutenzione ordinaria, utenze, etc.) palestre ad alcune società sportive: i problemi sono la difficoltà della co-gestione tra scuola ed ente privato e il fatto di dover comunque mantenere ore disponibili per altre società. L’impressione dei più aveva aria di affare poco conveniente. Così come poco chiara appare la proposta di prevedere una fidejussione per quelle società che occupano più ore e che devono garantire gli impegni economici nei confronti del Comune (pare siano molte le situazioni di morosità anche se non sono stati forniti dati statistici). Infine è stato fatto un accenno in merito alla possibilità di reperire spazi in convenzione per sopperire alla carenza di palestre e, in ultimo, Guerrieri si è tolto un sassolino dalla scarpa nei confronti di quelle società che in campionato di quinta/sesta serie pagano i giocatori e piangono miseria.

Ora la parola spetta a noi, agli enti e alle società che lavorano nello sport di base che di primo impatto sembrano non essere favorite da queste proposte, unendoci sotto un cappello comune per fare delle proposte concrete e pragmatiche al riguardo senza scendere troppo nella dialettica e nella retorica.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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