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Palestre a Ravenna tra disastro e beffa

RAVENNA – Sul numero di Qui Magazine della settimana scorsa, appare una lettera scritta da un dirigente della Pol. Atlas Santo Stefano, affiliata Csi e Fipav, nella quale si denuncia la situazione di difficoltà in cui la storica società sportiva versa a causa degli eterni lavori di ristrutturazione della palestra scolastica di San Pietro in Vincoli (nella foto). Lavori che, a detta del Comune di Ravenna, ente proprietario dell'immobile, avrebbero dovuto svolgersi durante l'estate. In realtà i lavori sono iniziati ma mai terminati, con continui rinvii, di settimana in settimana fino ad oggi, e continui rimpalli di responsabilità. La stessa situazione il Csi la sta vivendo in prima persona con la palestra Ginanni Vecchio di Ravenna (di Ragioneria), nella quale i lavori di riparazione del tetto sono stati effettuati due anni dopo la prima segnalazione di infiltrazione, e solo a seguito di crollo di parte di esso proprio a causa dell'inadempienza dell'ente proprietario, in questo caso la Provincia. Questa stessa palestra versa in condizioni di sicurezza ed igienico/sanitarie piuttosto disastrose, ed anche in questo caso i lavori che avrebbero dovuto svolgersi durante la pausa estiva, sono iniziati proprio con la ripresa della scuola e non sono ancora terminati. La conseguenza è tutta a carico dell'utenza: a San Pietro in Vincoli i bambini della scuola pallavolo hanno dovuto allenarsi all'aperto prima e poi sotto un capannone non riscaldato della Parrocchia. Ma oggi hanno sospeso gli allenamenti del tutto e molti hanno abbandonato la società sportiva, con gravi danni sul territorio ed anche economici. Di chi la colpa? Poco importa; di certo sono in molti a non aver fatto il proprio dovere. In primis la Circoscrizione che ha competenza diretta sull'impianto; in secondo luogo l'Ufficio Tecnico che non capendo le esigenze dei cittadini (…e non è poco!) non ha gestito bene nè la tempistica dei lavori, nè il rapporto con gli utenti. Nel nostro territorio, le Amministrazioni Pubbliche hanno fatto scelte di investimento, per quanto riguarda i lavori, piuttosto discutibili in termini di individuazione delle priorità. Fiumi di soldi, in città, sono stati destinati alle piste ciclabili e quasi nulla alla messa a norma di scuole e dei loro impianti sportivi. Ma anche laddove il denaro è stato stanziato, i lavori sono risultati a metà strada tra il danno e la beffa, piuttosto che la soluzione ad annosi problemi. Ma alla fine una società sportiva, e centinaia di ragazzi, sono in seria difficoltà e non certo per colpa loro. Ci auguriamo, non solo come Ente sportivo, ma anche come cittadini ed elettori di questo Comune, che l'amministrazione locale, ed in primis la Circoscrizione, saprà risarcire la società sportiva, la quale, visti i disagi, onestamente non ha fatto pagare alcuna quota ai ragazzi volenterosi che continuano a frequentarla. Come risarcirla? E' semplice: auspichiamo che almeno nei prossimi mesi fino a giugno, la palestra tanto sofferta (se e quando i lavori termineranno) sia concessa gratuitamente e che la Commissione Sport locale, conceda qualche piccolo contributo finanziario ad una società sportiva che da decenni lavora per i ragazzi di quella zona e che ora, per colpe non proprie, si trova a dover ricostruire tutto da capo. Vogliamo che il nostro Comune si diversifichi dal malcostume imperante nel nostro Paese; un malcostume secondo il quale se per pessima gestione degli spazzaneve, ti fai sei ore di fila in autostrada senza preavviso, poi quando riesci ad arrivare al casello devi pure pagare il pedaggio…

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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