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Pallavolo Csi: Ravenna e Faenza fanno “sistema”

Pallavolo Csi: Ravenna e Faenza fanno “sistema”

La decisione assunta da parte del Comitato di Ravenna della Federazione Pallavolo di ostacolare, a suon di multe salatissime, la partecipazione delle squadre giovanili ai Campionati che vengono svolti in parallelo dal Csi, a molti addetti al settore è suonata come una mossa più politica che tecnica, mirata a “legare” in esclusiva a sè le società sportive, negando loro la libertà di autodeterminare l’attività a cui far partecipare i propri ragazzi in aperta contrapposizione con il modello sportivo-educativo che il grande Ente sportivo cattolico propone.

Quella che si sta verificando a Ravenna è una situazione unica nel Paese, che ha suscitato clamore sia nell’ambiente pallavolistico che nello stesso Coni, da sempre impegnato a mantenere un buon rapporto sinergico tra Federazioni ed Enti di Promozione Sportiva, teso a mettere in difficoltà il Csi che, contrariamente a quanto avviene alla Fipav ravennate, sta registrando negli ultimi anni una crescita esponenziale. Una crescita che è frutto di due diversi modelli organizzativi, o forse di una elevata qualità dirigenziale e tecnica del Csi, o magari di due diversi modi di rapportarsi con le società sportive: nel Csi, da sempre, il rispetto per la centralità della società sportiva e per il diritto alla libertà dell’atleta quale persona umana, sono i valori prevalenti nelle strategie organizzative e nel dialogo quotidiano con le associazioni sportive di base.

Se da parte della Fipav c’è una posizione di chiusura al dialogo che ha portato inevitabilmente ad una rottura dei rapporti istituzionali tra i due organismi, in realtà nell’ambiente Csi ora resta invece una atmosfera di grande serenità. I Comitati territoriali di Ravenna e di Faenza hanno infatti dimostrato una grande capacità e lungimiranza organizzativa, instaurando subito un forte dialogo collaborativo, mettendo in campo tutte le loro energie e studiando una grande contromossa: quella di mettere le loro esperienze in rete, fondendo i rispettivi campionati per crearne di nuovi, più ambiziosi e con un numero di squadre più elevato in grado di competere in modo vincente sotto l’aspetto tecnico con gli ambiziosi campionati federali giovanili. In poche settimane hanno omologato i propri regolamenti e le tariffe, messo a sistema tutte le enormi energie organizzative, e adottato a tempi di record anche la nuova piattaforma software per la gestione di calendari e classifiche, raggiungendo livelli organizzativi di grande rilievo.

Una risposta in grande stile da parte dell’Ente sportivo cattolico, che ha suscitato interesse  e curiosità nelle società sportive e ha messo in pista dei campionati più ricchi di squadre giovanili oltre all’avvio di un corso per arbitri di pallavolo che abiliterà, tra poche settimane, più di una decina di giovani direttori di gara marcati esclusivamente “Csi”. Ora che l’attività è ormai in partenza e le società sportive si sono iscritte in massa, resta l’obiettivo politico di capire le ragioni di una scelta così rigida della Fipav verso l’Ente che più ha contribuito allo sviluppo della pallavolo nella nostra città e di affermare la complementarietà e non la concorrenza tra due organismi così importanti del Coni.

L’autore - Chi è Marco Guizzardi

Vicepresidente provinciale, Consigliere di Presidenza Nazionale, Responsabile del Team Nazionale Innovazione e Tecnologia, Responsabile Nazionale Ufficio Rendicontazione Coni

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