Home | Editoriale | Non pochi ma buoni, ma tanti e buoni

Non pochi ma buoni, ma tanti e buoni

Luigi Gedda, dirigente dell’Azione Cattolica e fondatore nel 1944 del Centro Sportivo Italiano di cui fu anche il primo Presidente ebbe un giorno a dire con visione profetica: “Al CSI non dobbiamo essere pochi ma buoni, ma tanti e buoni”, indicando la strada impegnativa verso il duplice traguardo di qualità e quantità. E aveva ragione, se pensiamo che molti straordinari movimenti cattolici, con grandi ricchezze spirituali ed etiche, tendono a curare molto i propri contenuti valoriali ma non la divulgazione di sé, restando spesso piccole, misconosciute, autoreferenziali e meno efficaci. I numeri, lo dimostrano molte Federazioni Sportive del Coni, non sono sempre sinonimo di qualità e di valori umani e spirituali, è certo; tuttavia è altrettanto certo il contrario, e cioè che lo sforzo verso la qualità ed i contenuti non può non corrispondere ad alti numeri di persone, salvo poi non dover ammettere di aver sprecato un’occasione.

E così il CSI non ha mai fatto una vera rincorsa ai numeri, ai tesserati e alle società, come certi Enti fanno allo scopo di drenare maggiori contributi pubblici; tuttavia nella profonda cura all’uomo, alla educazione, all’etica dei comportamenti, alla visione cristiana della società e dello sport, non può restare chiuso in sé stesso ma segue le parole di Gesù quando dice: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura”. E’ chiaro, quindi, che non solo non devono esistere steccati e barriere, ma che nell’annuncio, anche se fatto in un contesto atipico come quello dello sport e del tempo libero, non si può pensare di accogliere solo chi è già cattolico e solo chi proviene da un ambiente parrocchiale. Un Ente come il CSI ha culturalmente in sé lo spirito missionario di chi sta tutto il giorno in trincea, di chi testimonia la Parola di Dio a tutti, soprattutto a coloro che vivono esperienze di tempo libero vuote di contenuti e fini a sé stesse.

E’ chiaro quindi che i numeri diventano importanti e la Chiesa non può che essere orgogliosa di una associazione che, al compimento dei suoi 70 anni di vita ha superato la impressionante cifra di 1 milione di tesserati e 13.500 associazioni sportive affiliate. Di pari passo, anche il Comitato CSI di Ravenna ha percorso un sentiero di crescita straordinario. In questi ultimi due anni nel nostro territorio ben 109 associazioni sportive e parrocchie hanno scelto di affiliarsi al CSI e di fruire dei suoi servizi. Ma il record di tesserati toccato quest’anno ha davvero dell’incredibile; il CSI ha superato la soglia dei 10mila tesserati e naviga allegramente verso gli 11mila, con una crescita di 2mila persone in più rispetto all’anno scorso. Mai, nella storia, siamo stati così tanti; basti pensare che solo 7 anni fa eravamo la metà. L’ex “piccolo” Comitato CSI ravennate, che fino a poco tempo fa era il penultimo, oggi è il 6° più grande della Regione ed è tra i primi 20 Comitati più grandi d’Italia, grazie al lavoro quotidiano di collaboratori e volontari, alle idee e all’impegno di dirigenti ed educatori.

Questa è l’eredità che ho ricevuto dal compianto Presidente Andrea Lami, scomparso 8 mesi fa, che delle parole di Luigi Gedda è stato fautore efficace e visionario. Sì, è molto meglio essere “tanti e buoni”.

L’autore - Chi è Marco Guizzardi

Vicepresidente provinciale, Consigliere di Presidenza Nazionale, Responsabile del Team Nazionale Innovazione e Tecnologia, Responsabile Nazionale Ufficio Rendicontazione Coni

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico. I campi contrassegnati sono obbligatori *

*

BIGTheme.net • Free Website Templates - Downlaod Full Themes