Presentato il “Manifesto dello Sport Educativo”

“L’attenzione della Chiesa per lo sport educativo è una realtà che viene ‘da lontano’, come mostrano le parrocchie, gli oratori, la storia delle stesse associazioni promotrici, oltre al Magistero dei Papi e dei Vescovi che nel corso dei decenni hanno variamente parlato dell’importante valenza educativa dello sport per la crescita integrale della persona”: lo ha detto lunedì nel salone d’onore del Coni, al Foro Italico a Roma, il Segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, in occasione della presentazione ufficiale del “Manifesto dello sport educativo”, frutto dell’impegno congiunto dell’Ufficio Cei di pastorale dello sport e di dodici associazioni cattoliche operanti nel settore (CSI, Anspi-Associazione Nazionale San Paolo Italia, Centro Nazionale Opere Salesiane per lo Sport, Centro Sportivo Italiano, Cns Libertas, Compagnia delle Opere-sport, Ente Nazionale per il tempo libero-Mcl, Federcultura Turismo Sport di Confcooperative, Fisiae-Federazione Italiana Sportiva Istituti Attività Educative, Noi Associazione, Polisportive Giovanili Salesiane, Sportmeet, Unione Sportiva Acli). Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha ricordato il ruolo importante svolto dalle realtà ecclesiali in campo educativo e formativo, specie in favore dello sport di base e negli ambienti educativi, e sottolineando che “l’Italia è stata la prima nazione al mondo a portare un prete alle Olimpiadi (i direttori dell’Ufficio Cei di pastorale del turismo sport e tempo libero, mons. Carlo Mazza, e, in seguito, mons. Mario Lusek) con il ruolo di assistente spirituale a disposizione degli sportivi. E potete immaginare quanto bene possa fare la sua presenza sul piano degli aiuti e dei consigli anche per i campioni dello sport”.

Mons. Mario Lusek, ha sottolineato il lavoro di squadra svolto dal Laboratorio di comunione e riflessione delle associazioni sportive di ispirazione cristiana. Per tutte ha parlato Massimo Achini, presidente del Csi -“un ponte fra Coni e Cei ”– così come lo ha introdotto don Lusek lunedì mattina nel corso dei lavori. “Non si gioca da soli in queste partite – ha ribadito il numero uno del Csi – e le alleanze, costruite con la Cei in questa squadra delle associazioni di ispirazione cristiana, hanno fruttato questo documento che andrebbe messo in evidenza in ogni spogliatoio di ogni palazzetto o impianto sportivo italiano. E’ una partita che durerà fino al 2020 per la Chiesa Italiano e questa azione di oggi, per dirla calcisticamente rappresenta un assist, un bel passaggio in profondità…”. Il manifesto (allegato) si rifà alle parole di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI sullo sport e, al terzo punto, recita testualmente: “Noi riteniamo che lo sport non debba essere asservito alle logiche del mercato e della finanza, basato sull’arroganza dei “cattivi maestri”, basato sulla selezione dei pù forti a scapito di uno sport per tutti, sull’illegalità, sull’uso di sostanze dopanti e che propone modelli e stili di vita centrati sull’egoismo, l’individualismo e il consumismo”.

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