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Protagonisti dell’estate: Magistratura tributaria e IVA

Protagonisti dell’estate: Magistratura tributaria e IVA

Protagonista assoluto dell’estate è stata la Magistratura tributaria che, con alcune sentenze, in specie in materia di IVA, ha dato indicazioni precise (una volta tanto condivisibili e favorevoli al contribuente sportivo) su alcuni temi su cui il contenzioso è ancora fortemente aperto.

Il primo problema è quello del riconoscimento della rivalsa iva sugli acquisti commerciali per quegli enti nei confronti dei quali (la maggior parte delle volte per aver violato la norma sulla tracciabilità degli incassi e pagamenti) viene accertata la decadenza dai benefici della forfetizzazione prevista dalla legge 398/91

Sulla fattispecie indicata è intervenuta per ultima la Commissione Tributaria Regionale di Bologna con una decisione (sentenza n. 1438/07/14 depositata il 17.07.2014 e di cui al momento si conosce solo il dispositivo) che ha dichiarato: “il diritto dell’associazione sportiva dilettantistica ….. alla detrazione dell’iva già assolta nella misura risultante dalle scritture contabili acquisite … con conseguente rideterminazione dell’entità delle somme dovute a tale titolo e con conseguente rideterminazione dell’importo dell’avviso di accertamento”. Si ha notizia che l’Ufficio stia provvedendo al ricalcolo ritenendo, con ciò, che detta decisione possa non essere impugnata in Cassazione. Se ciò fosse costituirebbe un precedente di non trascurabile importanza.

Tale linea era già stata tracciata dalla Commissione Provinciale di Alessandria (sez. 1 sent. 18.06.2014 n. 181) che afferma: “l’Ufficio ha errato nell’omettere di detrarre l’Iva, assolta sugli acquisti effettuati e di cui l’Associazione ha fornito la prova attraverso l’esibizione delle relative fatture di acquisto. questo equivoco nasce dal fatto che l’associazione ritenendo di essere una associazione sportiva e di poter beneficiare delle agevolazioni, anche formali, previste dalle norme di legge, non ha tenuto i libri contabili pur avendo tenuto le fatture relative agli acquisti effettuati…si tratta ad avviso della commissione, di un errore della Associazione ma lo stesso non può influire sulla veridicità dei documenti contabili esibiti e che non sono stati contestati dagli accertatori” Sul punto vedi anche l’importante insegnamento della C. Cassazione (sez. V sent. 21.05.2014 n. 11168): “.. il difetto (omessa redazione, nel termine di legge, su supporto cartaceo del registro degli acquisti) dei presupposti conformativi del diritto alla detrazione .. non priva, tuttavia, il contribuente del diritto alla restituzione (o al rimborso) della eccedenza di imposta versata all’erario atteso che il meccanismo di rivalsa Iva non può essere disatteso laddove sia possibile al contribuente fornire aliunde (e dunque con mezzi diversi dalle scritture contabili) la prova della sussistenza dei presupposti di diritto sostanziale che legittimano il soggetto passivo al recupero di quanto versato in eccedenza …”.

Con una certa soddisfazione facciamo riferimento alla sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Milano (sent. n. 4157/2014 del 25.07.2014) in merito ad un accertamento effettuato nei confronti di un circolo golf e relativo all’assoggettamento iva delle quote versate dai tesserati “non soci” e dai terzi.

Sul punto la Magistratura di secondo grado, in applicazione delle norme e della giurisprudenza comunitaria in materia di Iva, abbondantemente illustrate nel contributo citato e al quale rimandiamo il lettore, in accoglimento del ricorso presentato dal contribuente, ha confermato che non si possa escludere dal beneficio della esenzione Iva: ” la prestazione di servizi consistente nella concessione da parte di un organismo senza fini di lucro, che gestisce un campo da golf e che propone un piano associativo, del diritto di utilizzare il suddetto campo da golf ai visitatori non membri di tale organismo”.

In conclusione va ricordata un’ultima decisione, sempre della commissione tributaria regionale di Milano (sent. n. 2048/2014 del 16.04.2014) la quale, in materia di obblighi statutari ai fini dell’applicabilità delle agevolazioni di cui all’art. 148 tuir ha stabilito che: “la disposizione del Tuir in esame non imponga certo, come sembra ritenere l’Agenzia delle entrate, la introduzione negli statuti della identica espressione letterale usata dal legislatore. Ciò che rileva è che negli atti suddetti siano presenti disposizioni che perseguano lo stesso identico scopo …”

Una serie di decisioni che sembrano andare, anche per la loro autorevolezza, in una direzione, decisamente condivisibile, più sostanziale che formale negli accertamenti al mondo dello sport

Fonte: CONI Emilia Romagna

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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