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Pubblicato il Decreto Balduzzi

Lo scorso 20 luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il cosiddetto decreto Balduzzi relativo alla “disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita”. Il decreto risale al 24 aprile di quest’anno ed è uno degli ultimi atti del Governo Monti, ma, oggi, con la pubblicazione in Gazzetta, entra in vigore. Più precisamente entra in vigore dal prossimo 4 agosto.

Due gli aspetti importanti che ci riguardano direttamente. Il primo è relativo all’obbligo per le Società Sportive di dotarsi di defibrillatori semiautomatici, dotazione che può essere condivisa con altri che utilizzano lo stesso impianto sportivo. Per le Società dilettantistiche l’attuazione della disposizione dovrà avvenire entro 30 mesi dall’entrata in vigore del decreto, per cui l’osservazione principale è: “niente fretta”. Molte aziende che producono o commerciano i defibrillatori in questo periodo formuleranno proposte di ogni tipo, sappi che non è necessario “correre” e che ogni scelta può essere fatta con la dovuta attenzione e con i tempi concessi dal decreto. Nei prossimi mesi seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e ti informeremo degli sviluppi delle tante azioni in corso e anche di eventuali convenzioni che studieremo apposta per le nostre Società Sportive.

Il secondo aspetto rilevante è che è stato abrogato il decreto ministeriale del 28 febbraio 1983 “Norme per la tutela sanitaria dell’attività sportiva non agonistica” e sono stati modificati i criteri per la certificazione medica obbligatoria per gli atleti. In sintesi, oggi, i nostri atleti devono ottenere la certificazione attestante l’idoneità fisica alla pratica di attività sportiva e tale certificazione deve essere accompagnata dalla preventiva misurazione della pressione arteriosa e l’effettuazione di un elettrocardiogramma a riposo.

Senza entrare nel merito della validità e dell’utilità di tali certificazioni, è evidente che le stesse comporteranno, se confermate, un aggravio organizzativo e di costi non indifferente per tutti coloro che vorranno praticare sport nella nostra Associazione, ma, ovviamente, anche negli altri Enti e nelle Federazioni Sportive, senza contare il pochissimo tempo a disposizione per tutti per adeguarsi alle nuove norme.

Molte sono le azioni in corso per modificare queste disposizioni senza diminuire la tutela sanitaria di chi pratica sport e il CSI, insieme a tante altre realtà dello Sport, CONI in testa, è protagonista presso le Istituzioni di numerose proposte che sono all’attenzione degli Organi Parlamentari e del Governo. Confidiamo che presto ci saranno delle novità rilevanti e che alla fine del mese in corso o all’inizio di settembre potremo darne notizia, ma, nel frattempo abbiamo ritenuto necessario fornire tutte le informazioni relative ad un aspetto così importante per la vita delle Società Sportive e per gli obblighi che rientrano nelle responsabilità dei Presidenti.

Per coloro che invece svolgono attività agonistica il decreto non prevede alcuna modifica.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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