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Se lo sport serve, dimostratelo

Se lo sport serve, dimostratelo

Se chiamate un politico (Sindaco a Assessore che sia) alla “festa degli automobilisti”, vi dirà quanto sono importanti le automobili. Se uscito di lì, si reca alla “festa delle biciclette”, vi dirà quanto è bello andare in bici e quanto invece sono dannose le automobili. La politica italiana, locale o nazionale che sia, è fatta così: una concatenazione di retoriche contraddittorie, che hanno come scopo principale il consenso di tutti. Chiunque tu incontri, basta dirgli quanto lui sia la persona più importante della tua vita, e lo rendi felice. Se fai così con tutti, rendi felici tutti; salvo poi, nel concreto, trovarsi a dover fare delle scelte vere, e a quel punto lì si capisce davvero chi, per te, è importante.

Lo stesso avviene con il mondo dello sport. Lo sport fa bene, lo sport aggrega, lo sport educa, lo sport previene le devianze giovanili, lo sport migliora la salute, ecc… I Sindaci e gli Assessori di tutta Italia, potrebbero tenervi lezioni per ore e ore, su quanto è importante lo sport nella società cittadina di oggi. Ma se tutto questo fosse vero, potremmo dedurre che l’attività sportiva viene riconosciuta dalle Amministrazioni locali come un servizio primario, di utilità pubblica, che rende migliore la società civile cittadina, esattamente alla pari della scuola, del servizio sanitario, della cultura ecc. ecc.

Se quindi lo sport previene malattie, educa meglio i giovani, previene il disagio e la solitudine, svolge cioè un ruolo sociale fondamentale, è ovvio quindi che le Pubbliche Amministrazioni (Comune, Provincia, Regione e Stato) dovrebbero investire ingenti risorse in questo settore, da una parte esigendo elevata qualità, e dall’altra fornendo finanziamenti atti a sostenere chi eroga questo servizio (le società), fornendo spazi adeguati in quantità e qualità, supportando coloro che, spesso in regime di volontariato ma altrettanto spesso anche in forma professionale (e quindi creando una piccola “economia”), svolgono un ruolo sociale così delicato e fondamentale per i cittadini di tutte le età, dai bambini più piccoli, agli anziani, ai disabili.

E invece no; non è affatto così, se valutiamo cosa è successo negli ultimi anni. I contributi a sostegno delle società sportive nei Comuni della nostra Provincia, et in primis il capoluogo, si sono via via assottigliati fino a scomparire. Di costruzione di nuove palestre non se ne parla; di messa a norma di quelle esistenti nemmeno. Le richieste di ore superano sempre la disponibilità di palestre libere. I criteri di assegnazione sono cambiati e favoriranno sempre di più “i soliti noti”, concedendo loro sempre più ore e sempre le palestre migliori, a discapito delle piccole società sportive che evidentemente hanno meno dignità. Così facendo, la politica “indirizza” le scelte delle famiglie verso uno sport “famoso” piuttosto che un altro meno noto, perché se è chiaro che ai corsi di pallavolo (è un semplice esempio a caso) concedo 40 ore e a quelli di ginnastica ne concedo la metà, in quel territorio avrò più bambini che potranno avviarsi alla pallavolo mentre pochi potranno accedere alla ginnastica, così come avremo allenatori di pallavolo che potranno guadagnare di più e allenatori di ginnastica che potranno guadagnare di meno; da un punto di vista politico, la cosa è veramente aberrante.. Ed infine le tariffe di affitto delle palestre pubbliche, che sono lievitate ma le palestre sono rimaste esattamente nelle condizioni critiche di prima; in concreto oggi la Pubblica Amministrazione non intende più investire nello sport, ma intende recuperare soldi perché, nei fatti, lo ritiene esclusivamente “un costo”. Dal nostro punto di vista è un po’ come mettere le scuole… a pagamento.

E’ chiaro quindi che non è affatto vero che la politica locale vede lo sport come un servizio primario di utilità sociale, altrimenti i soldi, alla stregua e anche più del settore della cultura, ci sarebbero; eccome… In sostanza, ciò che ci dicono le scelte delle Giunte locali è che lo sport è visto solo come un divertimento e passatempo della gente, alla pari del cinema, di un parco divertimento o della discoteca. E in discoteca si paga: che si paghi anche per divertirsi nello sport, con buona pace della educazione, prevenzione e socializzazione.

La politica vive di retorica, ma ne vive finché glielo consentiamo. Forse oggi abbiamo bisogno semplicemente di politici con più coerenza tra ciò che dicono e ciò che fanno; politici con più onestà intellettuale, che dicono la verità delle cose, che traducono le parole in pratica, che amano i fatti concreti e non… parole a vuoto.

L’autore - Chi è Marco Guizzardi

Vicepresidente provinciale, Consigliere di Presidenza Nazionale, Responsabile del Team Nazionale Innovazione e Tecnologia, Responsabile Nazionale Ufficio Rendicontazione Coni

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