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Sos scuola, il progetto-webserie che riqualifica la scuola: “La classe deve essere una casa”

Sos scuola, il progetto-webserie che riqualifica la scuola: “La classe deve essere una casa”

Il primo risultato del progetto Sos scuola, messo in piedi dall’associazione Alveare per il sociale, è il risultato di un esperimento di solidarietà per salvare la scuola pubblica che è diventato anche una webserie, “Il bar del Cassarà”, visibile sul sito Ray di Raitv. Protagonisti sono stati attori improvvisati, tre studenti del liceo e altri cinque ragazzi che hanno collaborato al restauro, ripresi mentre erano al lavoro, senza un copione da seguire.
Finora sono state rimesse in sesto quattro scuole: il liceo linguistico “Ninni Cassarà” di Palermo, l’Istituto comprensivo di Arsoli, piccolo comune della provincia romana, l’Istituto “Pio La Torre” di Roma e la “scuola-container” di Pagliare di Sassa in provincia dell’Aquila. Ma le richieste continuano ad arrivare.
I soldi per il materiale li mette la onlus.
A lanciare l’sos alla onlus è stata Norma Tumminello, diplomata un anno fa al liceo Ninni Cassarà.
Me ne volevo andare dalla mia città – spiega -, non ne potevo più di vivere nel degrado, non me la sentivo di consigliare il mio liceo agli adolescenti. Ma perché bisogna arrivare allo schifo? Perché chi conta non ha il coraggio di cambiare le cose? La scuola deve essere accogliente come una casa, invece, la nostra sembrava una prigione”. Senza il suo tentativo quella scuola oggi sarebbe ancora quella struttura fatiscente.
Il restauro non è solo materiale ma anche morale: “Abbiamo dato speranza a tutto il quartiere”.
Spesa totale di riqualificiazione: quasi 20mila euro.
Il progetto di ristrutturazione ha coinvolto anche studenti dell’Accademia di belle arti di Palermo e una classe del liceo artistico ‘Guggenheim‘ di Venezia. I gemellaggi, favoriscono scambi di competenze e creano ponti dal basso, dei collanti per la società. Il Comune palermitano, invece, seppur contattato, non li ha aiutati.
Paola Rota, vicepresidente dell’associazione Alveare per il sociale, afferma: “Il Comune è stato più che altro a guardare. Lo abbiamo contattato ma non ci ha aiutato”.
Sos scuola è intervenuta anche ad Arsoli, comune di quasi duemila abitanti nella provincia di Roma, tra Lazio e Abruzzo. L’istituto omnicomprensivo fu danneggiato dal terremoto del 2003 e non era mai stato sistemato; hanno partecipato al restyling, sempre per la logica vincente del gemellaggio, gli studenti dell’Accademia di belle arti di Sassari che hanno regalato delle tele dipinte che allestiranno una mostra permanente a scuola. Spesa totale: tremila euro.
Il progetto di recupero è arrivato anche all’istituto ‘Pio La Torre‘ di Roma dove sono stati investiti quasi cinquemila euro. La scuola si trova nel quartiere soprannominato “Bronx”, nella periferia nord ovest della capitale; oltre a recuperare quello che c’era già, sono stati realizzati una mediateca, una sala cinema-teatro, un laboratorio multimediale, un bar dei piccoli, l’orto e il giardino. Tra i volontari anche lo street artist David Vecchiato, noto come Diavù, coordinatore del museo di urban art di Roma. Sono stati piantati 20 alberi da frutto e nell’orto zucchine, pomodori, insalata e peperoncino: si sta facendo in modo che il bar distribuisca gratuitamente frutta e merende sane per i bimbi.
Ultima impresa: la “scuola-container” a Pagliare di Sassa, una frazione de L’Aquila.
I bambini vanno a scuola in un prefabbricato; l’obiettivo è stato quello di cercare di renderlo più accogliente. Il prato che circonda la scuola è stato trasformato in un parco urbano con alberi da frutto e abeti, maxi giochi disegnati sui pavimenti esterni,  opere d’arte in ceramica e murales.  Nella zona verde che separa i container sono spuntate panchine, amache e altalene. Costo: tremila euro.
Ma non è finita qui. La onlus va avanti, e in fretta. “Noi non ci fermiamo – dichiara Paola -. Ci sono già arrivate altre 15 richieste di interventi da Milano, Treviso, Viterbo fino in Sicilia. Ci scrivono su Twitter, Facebook o via mail. Ci ha contattato anche una prof di letteratura italiana di una scuola di New York, vuole che la sua classe partecipi a un campo lavoro con noi per dare un senso alla vacanza in Italia”.
E il Miur? “Abbiamo incontrato quelli del ministero. Faraone è venuto all’inaugurazione del Bar del Cassarà a Palermo. Speriamo di concludere presto un’intesa. Ci servono altri fondi”.

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