Home | Sport e tonache: il Signore scia con voi

Sport e tonache: il Signore scia con voi

Tonache lasciate in sacrestia, e via sulle piste di sci, sui campi di calcio, di corsa su piste e sentieri. Sono sempre più numerosi i religiosi che praticano lo sport. A Sestola (Modena) il 14 e 15 febbraio si è svolto il 6° campionato italiano di sci per sacerdoti, organizzato dal Csi, Centro sportivo italiano: 62 partecipanti. Lo slogan valeva il viaggio: «Il Signore s(c)ia con voi». «Occasione di relax, ma anche per conoscere meglio le persone» dice don Stefano Bianchi (40 anni, nella foto) campione di slalom gigante e di fondo e parroco di Vercate, 700 anime sul lago di Como. L'idea dei campionati venne a don Aronne Magni, 79 anni, Consulente Ecclesiastico Regionale CSI, e un entusiasmo da vendere: «Facendo sport i sacerdoti ne capiscono il valore più profondamente anche ai fini della loro missione con i giovani» spiega a Panorama. Magni è collaboratore parrocchiale di Vignola, terra di gustosissime ciliegie nel Modenese, dopo una vita da professore di matematica e fisica nei licei. Ora ha un altro progetto: la nazionale dei preti calciatori. Gli mancano un paio di elementi per arrivare a 20, «poi sfideremo la nazionale dei frati cappuccini» promette ridendo. «Sfida raccolta» ribatte padre Sebastiano Bernardini, 77 anni, dal convento di Pavullo nel Frignano (Modena), dove ha fondato una casa di riposo per anziani. Il 7 maggio i frati in pantaloncini se la vedranno con i medici: «Vorrei tanto che Roberto Baggio desse il calcio d'inizio» spera padre Sebastiano. Il buddista Baggio? «Lo sport unisce le religioni» taglia corto. La palla di cuoio è entrata anche in seminario. Ad Anagni (Frosinone) a gennaio si è disputato il primo torneo di calcetto per seminaristi: otto squadre del Centro-Sud. Ha vinto Molfetta superando Cagliari ai rigori. E già esiste un torneo europeo. Tra i preti-sportivi ci sono veri campioni. È il caso di don Franco Torresani, 43 anni, originario di Tassullo, tra le mele della Val di Non, parroco di Telve, Telve di Sopra e Torcegno (Trento), pastore di 3.300 anime. Dopo aver praticato calcio, sci e ciclismo, si è dedicato all'atletica. Ha vestito la maglia azzurra nella corsa in montagna e nel 2003 e 2004 è stato campione europeo master con le ciaspole, le racchette da applicare sotto gli scarponcini per correre sulla neve. Don Franco si allena sempre: «Anche alle 23. Correre è rimanere soli con se stessi, rifletto e magari preparo una predica». Di una cosa va orgoglioso: centinaia di gare, nessun ritiro. Da Nord a Sud. In Puglia vive un poliedrico sacerdote, don Stefano Altavilla, 41 anni: assistente spirituale dei pellegrini alla basilica di Alberobello, ha fatto atletica fino al 1991, quindi ciclismo («Ho vinto diverse gare amatoriali») e da cinque anni ha scoperto il ping pong, gareggiando con la Aspeta Casamassima (Bari) in D1. «Recuperiamo i valori cristiani con un sano agonismo» spiega don Stefano. «I miei avversari? Scoprono dopo che sono un prete, mi piace confondermi». L'entusiasmo agevola il compito del Csi, 13.500 società e 850 mila iscritti. «Con la Cei avvieremo una campagna per riportare lo sport nelle parrocchie» anticipa il presidente, Edio Costantini. E nel campionato del Csi a Genova milita la Spes '93, composta da studenti agostiniani e seminaristi. L'animatore è don Giandomenico Torre, 44 anni, sciatore e calciatore: «Fui il primo a essere ammonito qualche anno fa…». Don Giandomenico è parroco di S. Maria Regina Pacis, a 300 metri dallo stadio Marassi. Domanda inevitabile: tifa Genoa o Sampdoria? «Ahimè, Inter» risponde sconsolato.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico. I campi contrassegnati sono obbligatori *

*

BIGTheme.net • Free Website Templates - Downlaod Full Themes