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Sport individuale, non individualista

Sport individuale, non individualista

E’ un trend costante che ogni anno intensifica la sua crescita: la mappa dello sport ravennate, italiano e forse mondiale è in continua evoluzione e spesso, abbagliati dagli spazi televisivi ai soliti noti, noi non ce ne accorgiamo, restando nella perenne sensazione che nulla in fondo cambi. Secondo il solito rituale, il calciomercato, il campionato, gli abbonamenti, la pay tv e la Gazzetta il lunedì ripetono continuamente il loro ciclo, come se fossimo ancora negli anni ’70 e si usasse andare a tentare il famoso 13 al Totocalcio. Ma non è più così.

Il Totocalcio ormai è sparito e soppiantato da giochi purtroppo molto più fortunosi, gli stadi continuano a svuotarsi, la Gazzetta è entrata in crisi di vendite come tutti i quotidiani e anche le vendite delle pay tv non sono più così in crescita. Il vero problema è che è entrato in crisi tutto il sistema degli sport di squadra, dai grandi club fino alle squadre di paese che fanno i campionati amatoriali. I tornei hanno successo se proponi squadre dimezzate: calcio a 5, volley a 4 basket a tre giocatori. Tranne poche punte positive (a Ravenna è rimasto solo il Basket Piero Manetti a riempire gli spalti), tutto il resto dello sport di squadra tradizionale è un misero piagnisteo e le società sportive vecchio stampo iniziano a sentire i primi morsi della crisi, complice la fuga o il fallimento di qualche sponsor; lo diciamo con tristezza, con rammarico e non rassegnati, perché da sempre il CSI vede nella società sportiva, anche e soprattutto quelle di quartiere, il nucleo principale dove le persone si incontrano, si aggregano, si educano a vicenda, crescono insieme nel divertimento sano. Senza società sportive, lo sport sarebbe veramente poca cosa.

Eppure il panorama cambia, e fosse anche le società sportive stanno modificando i loro connotati. La gente preferisce fare una camminata o una biciclettata da sola, o farsi un’ora di palestra o di piscina; insomma si sta passando dallo sport di gruppo allo sport individuale e le nuove società sportive non sono più quelle di calcio o di volley, ma di ginnastica, di ciclismo oppure le piscine e palestre. Non possiamo opporci a questo trend, anche se esso ci fa profondamente riflettere sulla grande crisi aggregativa della nostra società, dove i gruppi si creano solo sui social o sui programmi di messaggistica, ma non più in un campo sportivo. Ma possiamo accoglierlo in modo diverso, iniziando un percorso di aggregazione degli sport individuali. Prendiamo cioè gli sportivi singoli e autonomi e proviamo loro a proporre una nuova formula di società sportiva, dove possono continuare a fare sport singolarmente ma non soli. Nasce così il circuito Csi del cicloturismo e dei ciclo-pellegrinaggi, nasce Ravenna Cammina, con mille camminatori che anziché passeggiare da soli iniziano a farlo insieme. Nasce così Gym Academy, che riunisce in sé tutta la voglia di fare ginnastica di grandi e piccoli, mettendoli insieme e creando così la più grande società cattolica della provincia, con oltre 300 tesserati, che partecipa anche a gare nazionali. Insomma, anche lo sport individuale ha bisogno di aggregazione, per evitare che alla fine diventi individualista.

L’autore - Chi è Marco Guizzardi

Vicepresidente provinciale, Consigliere di Presidenza Nazionale, Responsabile del Team Nazionale Innovazione e Tecnologia, Responsabile Nazionale Ufficio Rendicontazione Coni

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