Sport e salute mentale

Gli studi effettuati su persone in età avanzata hanno dimostrato come lo sport sia in grado di ridurre (fino a dimezzare) il rischio di demenza senile: un farmaco a buon mercato e alla portata di tutti, che sarà sempre più indispensabile, visto che nel futuro gli over 65 aumenteranno fino a diventare un terzo della popolazione italiana. Una delle spiegazioni fisiologiche di questa evidenza sperimentale arriva da una studiosa italiana, Raffaella Molteni. Lo studio della Molteni, effettuato su ratti che hanno avuto accesso a una ruota mobile, ha dimostrato che quelli che avevano corso di più, erano stati in grado di rigenerare il tessuto cerebrale e quello nervoso in modo maggiore, molto probabilmente a causa dell’aumento della produzione di una proteina, la neurotrofina, la cui produzione da parte dell’organismo diminuisce nella terza età.

Alcuni recenti studi americani stanno dimostrando che il movimento sarebbe correlato ad una maggiore salute cerebrale anche in età giovane e adulta. In parole povere, chi fa sport non solo rallenta l’invecchiamento del cervello, ma addirittura ne migliora le capacità! Lo studio più recente è quello condotto dall’equipe di Charles Hillmann (Università dell’Illinois), pubblicato sulla rivista Health Psycology, e ha coinvolto 241 soggetti della periferia di Amsterdam. Sottoposti a una serie di test finalizzati a valutare i tempi di reazione e alcune performance su abilità specifiche che coinvolgevano processi mentali complessi escludendo le reazioni istintive (memoria, capacità di programmare, associazione di idee), è emerso che i risultati migliori in termini di tempo di reazione (non di accuratezza delle risposte) sono stati raggiunti dai soggetti giovani, e da coloro che praticavano più attività sportive.

Questo studio dimostra anche un altro fattore fondamentale: i risultati più brillanti sono stati ottenuti da coloro che abbinavano sport con componente tecnica diversa. Da queste ricerche è emerso che per ottenere i risultati migliori bisogna combinare sport di coordinazione oculomotoria come il basket, il tennis, il tennistavolo; sport dove si sviluppano le capacità propriocettive come il nuoto e la corsa, e sport dove si sviluppa l’equilibrio come il ciclismo e lo sci. Un punto a favore della strategia multisport che ritengo essere vincente nei confronti della pratica di un solo sport.

Un altro studio del National Institute of Mental Health di Bethesda ha esaminato tramite risonanza magnetica lo sviluppo cerebrale di 13 ragazzi da 4 a 21 anni per un periodo di 10 anni, dimostrando l’importanza dello sport nell’attivazione dei circuiti neuronali. In pratica, secondo questo studio l’attività fisica produrrebbe effetti non solo sulla corteccia motoria e moto-sensoriale, ma anche su altre aree cerebrali, attivando circuiti neuronali e funzioni che possono essere utilizzate nei più svariati campi. E più sono gli sport praticati, maggiore è l’attivazione dei circuiti neuronali in quanto si sviluppano aree cerebrali differenti.

Fonte: Cibo360.it

About Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

Check Also

Corridori della domenica, state attenti

La rassegna stampa di oggi ci racconta due drammi che hanno scosso il mondo sportivo amatoriale, entrambi …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *