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Subini: “Ai giovani occorre trasmettere valori”

Venerdì 18 novembre, si concluderà a Ravenna il tour “Tracce di Sport”, un’attività di ricerca e comunicazione ideata da Elena Donaggio (ricercatore IRS) e Andrea Zorzi (ex campione di pallavolo e giornalista sportivo) e promosso dal CSI La giornata del 18 inizierà proprio all’Istituto Tecnico Commerciale “Ginanni”, dove Zorzi, in un incontro organizzato dal CSI in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e gli insegnanti dell’Istituto, incontrerà i giovani di alcune classi del triennio. Abbiamo posto alla Professoressa Claudia Subini, Coordinatrice Educazione Motoria dell’Ufficio Scolastico Regionale, alcune domande.

D – Claudia, il mondo della scuola ha fortemente voluto questo incontro tra un grande sportivo come Andrea Zorzi ed gli studenti ravennati. Credi che in una cultura sempre più superficiale e proiettata verso facili scorciatoie, vi sia ancora spazio per trasmettere i valori formativi ed educativi dello sport ai giovani?

R – Chi crede nel valore educativo e formativo dello sport non può arrendersi mai! Per le persone buone esiste sempre una trincea dalla quale difendere i valori, gli ideali, la ragione di essere della vita stessa. Bisogna cercare sempre di far capire ai giovani che quando un esito si raggiunge attraverso una qualsiasi scorciatoia, o qualsivoglia semplificazione, si produce un inganno alla vita, alla libertà, all’evoluzione e allo sviluppo dell’essere umano in quanto persona. Con personaggi come Andrea Zorzi è possibile passare in rassegna il successo nello sport. Uomini e donne, che hanno raggiunto i massimi livelli sportivi, prodotti dai loro sforzi, dai loro sacrifici, dalla loro dedizione, dopo aver concluso l’attività agonistica iniziano, se possibile, una prova più ardua. Il silenzioso e costante compito di rendere lo sport uno strumento per la pace, per lo sviluppo umano, in definitiva uno strumento per la libertà. In un momento come questo dove il denaro, la violenza e il doping, messi in primo piano dai Media, costituiscono altrettanti flagelli contro i quali lo sport deve lottare, dobbiamo più che mai, con determinazione, confortare nelle sue missioni lo sport al servizio dei giovani. Dobbiamo più che mai coinvolgere gli Enti Locali, tutte le agenzie territoriali che si occupano di promozione sportiva ma soprattutto le famiglie. Ai figli occorre trasmettere dei valori e quando si inizia a transigere con i valori, si inizia a perderli lungo la strada. E quando si perdono i valori di riferimento, si perdono i punti di riferimento dello stile di vita.

D – Questo incontro sarà finalizzato a far riscoprire ai giovani il valore del rispetto del proprio corpo, a sperimentare una dimensione positiva del concetto di competizione e ad imparare a confrontarsi con gli altri e con i propri limiti. Non ritieni che in futuro, da evento occasionale, potrebbe nascere nella nostra scuola territoriale un progetto “pilota” permanente di educazione sportiva e morale dei giovani?

R – Ben vengano i progetti “pilota”. Ma attenzione, ce ne sono tanti, e tutti propongono progetti teoricamente validi. Ma quali sono le ricadute sui giovani? I risultati non sono sempre soddisfacenti. Io credo in attività concertate e condivise e non a esperienze singole, dove spesso, si ricerca solo l’opportunità di ricavarne una visibilità personale. Tutti possiamo fare molto se condividiamo un unico e solo obiettivo comune: il “benessere dei giovani”. In questi momenti di grandi difficoltà, unire le risorse umane e economiche, lavorando in sintonia, possiamo fare molto, senza il timore di sentirci prevaricare uno sull’altro.

D – La collaborazione tra l’Ufficio Scolastico, il corpo insegnante ed il CSI di Ravenna ha ormai una tradizione consolidata e molti sono stati gli eventi di rilievo organizzati insieme nel corso degli anni. Quale può essere a tuo avviso il futuro ruolo del CSI e dei grandi Enti di Promozione nell’ambito del CONI provinciale e nella formazione scolastica e personale delle giovani generazioni?

R – Ho sempre creduto molto nella collaborazione, ogni volta che mi propongono una iniziativa da proporre alle scuole, il mio compito è quello di verificare che sia “qualcosa” che vada veramente ad arricchire l’offerta formativa delle scuole. Sia nel Comitato Provinciale CONI che all’Ufficio Scolastico non sussiste autoreferenzialismo, ma massima disponibilità a condividere le iniziative. Mi auguro che tutto ciò continui.

D – Claudia, come vedi il futuro dei giovani di Ravenna e quale contributo possono ancora dare il mondo dello sport e della scuola alla loro crescita e maturazione personale? Ne avranno la forza, ma soprattutto le risorse culturali prima ancora che economiche?

R – Giusto le risorse culturali! Questo è il grande compito che ci aspetta. Basta con il cercare sempre e solo soluzioni personali (il proprio campo, la propria palestra, piscina ecc…), dobbiamo capire che solo creando liberi spazi per far muovere felicemente i giovani, possiamo invogliarli a fare sport. Lo sport deve vincere una battaglia molto ardua: competere con i video-games, le scorazzate con i motorini, il perdere tempo nelle sale giochi o in discoteca ecc.. Per vincere lo sport deve diventare “cultura” e “piacere”. Ma la cultura ci sarà quando anche i nostri “politici” (e non solo quelli romani) si convinceranno che le risorse spese per lo sport possono dare grandi risultati in termini di salute, sicurezza pubblica, benessere. Ma, ahimè, di questo se ne sente parlare solo durante le “propagande elettorali” e poi… buio!

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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