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Uno workshop Csi sugli impianti sportivi

RIMINI – Lunedì 21 Agosto, la Sala Tiglio della Fiera di Rimini ha ospitato il workshop ''Un luogo per lo sport'', centrato sulla tematica dell'impiantistica sportiva, cui sono intervenuti Edio Costantini, Presidente Nazionale Centro Sportivo Italiano; Luigi Terzoli, Presidente Istituto Credito Sportivo; Pino Zoppini, Architetto, Presidente Coni Lombardia. Ha introdotto Danilo Vucenovich, Presidente FIN Comitato Regionale Lombardo nonché Vice Presidente Compagnia delle Opere Sport. Vucenovich, ha introdotto la discussione presentando la neonata associazione, che si propone di trattare lo ''sport non come insieme di valori singoli, ma legati a un tutto, come un'attività che interessa la persona nella sua interezza''. Ed ha inoltre evidenziato che, ''in un momento in cui il diritto allo sport viene sempre più percepito, l'impiantistica in Italia soffre di un mancato adeguamento alle esigenze della società''. La provocazione è stata raccolta dall'architetto Pino Zoppini, presidente del Coni lombardo, che ha sottolineato come in questo ambito ''in Italia la qualità spesso si identifica col superfluo''. Analizzando le difficoltà degli impianti sportivi italiani ''come le macchine devono avere come requisito un buon motore, estetica apprezzabile e basso consumo'' ha sottolineato la necessità, a monte della costruzione di nuove opere, di una tavola rotonda in cui si concordi la cilindrata dell'impianto in funzione del bacino d'utenza a cui viene destinato. ''In certi casi infatti una 500 – ha detto – va meglio che una Ferrari''. È inoltre urgente, ''fare una programmazione dell'impiantistica sportiva'', ponendosi l'obiettivo di far crescere in merito una nuova cultura, fondata sulla polivalenza e sullo sfruttamento intensivo dell'impianto. Zoppini ha poi portato alcuni esempi illustrando delle proiezioni di alcune sue realizzazioni. Anche Luigi Terzoli, presidente dell'Istituto del Credito Sportivo, dopo aver ricordato che ''le famiglie italiane spendono il 4% dei loro soldi per beni e servizi legati allo sport'' ha evidenziato la necessità di un incontro ''in armonia con il gioco di squadra'' tra le parti coinvolte ''perché spesso gli operatori non conoscono le risorse che sono a loro disposizione''. Il presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano, Edio Costantini, esprimendo soddisfazione per aver sentito dagli altri relatori ''parole nuove'', ha però ricordato che l'impianto sportivo ''non deve avere solo finalità di ordine tecnico'', ma deve essere anche ''luogo di incontro''. ''Dobbiamo andare oltre l'offerta attuale, che offre spesso un uso distorto dello sport e degli impianti come luoghi di sballo, puntando sul fecondo rapporto tra allenatore-educatore e ragazzo''. E ancora: ''Con la CdO è nata la volontà di offrire ai nostri territori un luogo dove la gente faccia sport per diventare più amica'', ha affermato, rilanciando la proposta di ''creare un consorzio nazionale di progettazione e promozione di impianti a dimensione umana'', cosciente che ''il luogo dove si fa sport è l'avamposto della società civile''. È seguita la proiezioni di alcuni dati, illustrati da Vucenovich, sulla situazione attuale degli impianti e della loro gestione in Italia. ''Bisogna abbassare i costi di gestione per permettere alle associazioni, che sono la vera colonna portante dello sport, la possibilità di svilupparsi e di usare il fondo di garanzia previsto dalla finanziaria del 2003'', ha sintetizzato Vucenovich, che ha rilanciato l'invito a prossimi workshop su questo tema.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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