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Il Vescovo al CSI: lavorare insieme per educare i ragazzi

Il Vescovo al CSI: lavorare insieme per educare i ragazzi

L’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, Mons. Lorenzo Ghizzoni, ha dedicato ieri l’intera serata ad un incontro di riflessione sulla Pastorale dello Sport con il Comitato CSI di Ravenna, presso la sede provinciale. Un incontro straordinario per l’intensità, i contenuti e l’ambiente che si è creato tra l’Arcivescovo ed il Consiglio Provinciale nella sua nuova veste di Consiglio “allargato” alle Commissioni tecniche, al personale dipendente e all’Azione Cattolica che, con il suo Presidente diocesano Fabio Zannoni, da ieri è entrata a far parte “di diritto” del direttivo della associazione.

Ha aperto i lavori il Presidente CSI Marco Guizzardi che ha ricordato che la missione del CSI è quella di coniugare l’ambiente sportivo cittadino con il servizio alle parrocchie: questo “doppio lavoro” è necessario per riuscire a non chiudersi in sé stessi e non diventare autoreferenziali, ma per diventare così un “ponte” tra il mondo laico e il mondo cattolico. Il CSI ha cercato di gestire l’attività sportiva tenendo alto l’impegno organizzativo, al fine di far passare il messaggio che lo sport parrocchiale non deve essere, in quanto tale, necessariamente di bassa qualità: questo ci ha fatto raggiungere un’altra credibilità anche verso la società civile e politica e verso il mondo sportivo laico che vede nel CSI un luogo rispondente alle esigenze dello sport di base.

Guizzardi ha puntualizzato che purtroppo a Ravenna non vi sono più i grandi oratori cittadini ove sono cresciute e si sono formate le attuali generazioni delle classi dirigenti locali politiche, civili, sportive ed industriali; le parrocchie stesse non hanno strutture adeguate per favorire la aggregazione, ricreazione e formazione dei ragazzi in modo sistematico e continuativo e spesso la permanenza dei bambini nella parrocchie si limita al “mordi e fuggi” per la sola ora di catechismo. Il vero modo di ripristinare lo sport educativo e di fede è ricreare questa aggregazione di giovani con educatori formati all’interno delle parrocchie. Le parrocchie devono tornare ad essere “fucine” di nuove generazioni anche attraverso lo sport: lo scopo del CSI è creare un circuito virtuoso all’interno degli oratori che favorisca l’aspetto sportivo della Chiesa intesa come agenzia educativa globale. Tutto questo va gestito senza sovrapposizioni ma creando nuove alleanze strategiche con Azione Cattolica, Pastorale Giovanile e gli altri organi diocesani.

Don Matteo Laslau, Consulente Ecclesiastico del CSI, ha ricordato i passaggi iniziali dell’approccio del CSI alle parrocchie per il coinvolgimento e la formazione dei laici al fine di non gravare sui sacerdoti per la costruzione di gruppi sportivi. Mons. Ghizzoni ha concordato su questo tipo di approccio, sottolineando che “sono i finiti i tempi dei ‘preti da cortile’ che facevano tutto loro: ora l’aggregazione ed educazione dei ragazzi deve necessariamente passare attraverso laici impegnati e che hanno seguito un adeguato percorso formativo; in questo senso sono da favorire le collaborazioni tra i parroci che vengono aiutati da questi operatori sportivi che con ruoli diversi fanno presenza ed educazione attraverso lo sport organizzato e il gioco”. Matteo Manca, responsabile del “Tavolo delle Parrocchie”, ha ricordato l’organizzazione del corso per “alleno-educatori” incentrato sull’aspetto morale, sulla la gestione del gruppo e sulle strategie educative: sono stati preparati e quindi messi in campo nelle parrocchie nuovi operatori entusiasti nel lavorare con i ragazzi. Mons. Ghizzoni si è compiaciuto dell’iniziativa ricordando quant’è importante offrire ai parroci degli strumenti per la propria opera pastorale. “In futuro – ha affermato l’Arcivescovo – con le Unità Pastorali sarà più semplice aggregare anche le parrocchie che fino ad oggi hanno fatto fatica a causa dei pochi ragazzi presenti in oratorio. Spero che le comunità siano disponibili ad una “osmosi” con il CSI mettendo a disposizione quello che hanno da offrire (strutture, operatori, ragazzi, …). Vedo possibile l’idea di poter dedicare uno spazio negli incontri dei Vicariati al tema della pastorale dello sport, così come vedo possibile che possa crearsi qualche sensibilità tra i Parroci che pongano attenzione ad una proposta che offra formazione per dei giovani che non sono attualmente impegnati in parrocchia ma che nella animazione dello sport e tempo libero potrebbero sentirsi a proprio agio e offrire quindi la propria disponibilità a lavorare. Avere animatori preparati e formati è indispensabile; non basta più la sola buona volontà nell’educare i ragazzi, e la formazione migliore è quella che nasce dalla integrazione di culture e di esperienze tra le varie associazioni cattoliche”.

Il Presidente Guizzardi ha rilevato che storicamente, le realtà cattoliche italiane sono disgregate, autoreferenziali e spesso incapaci di mettersi in rete tra loro, ma è giunto il momento di fare fronte comune per riuscire a costruire progetti importanti vista l’importanza della posta in gioco”. L’Arcivescovo ha concordato su questo approccio collaborativo “che non vuol dire sopprimere le identità bensì le vuole collegare verso la missione comune che deve vederci uniti. Lavorare insieme e lavorare in rete – prosegue Mons. Ghizzoni – è la grande via che ci viene indicata dalla CEI e che dobbiamo adottare anche noi nel nostro piccolo: un messaggio da inviare a tutta la Diocesi su iniziative e percorsi al fine anche di ottimizzare le energie. Spero che possiamo continuare a lavorare assieme – ha concluso l’Arcivescovo – e vi riassumo due inviti: il coinvolgimento dei Vicariati per la promozione dell’attività dello sport e tempo libero e l’offerta di percorsi formativi per laici che vogliono impegnarsi nel mondo dell’educazione attraverso lo sport”.

L’autore - Chi è Redazione

Settimanale d'informazione del Centro Sportivo Italiano Comitato di Ravenna

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