I videogiocatori e l’idea banale-geniale della fabbrica dei contributi

Non c’è che dire: il progetto presentato dall’ASI , il piccolo Ente di Promozione Sportiva nato 20 anni fa da una costola del CNS Fiamma, a seguito della “diaspora” avvenuta negli ambienti della Destra italiana, ha avuto questa volta una idea brillante e gli va dato merito, perché è in un colpo solo piombato su tutti i giornali italiani: ha fondato il settore dei Giochi Elettronici Competitivi, riconoscendolo come attività sportiva vera e propria e prevedendo anche la nascita delle tessere per i giocatori di questa “disciplina”. Talmente geniale che TGCOM24 titolava addirittura “Il Coni tessera i videogiocatori come “sportivi” a tutti gli effetti“.

Ma l’idea è geniale anche perché ha creato un “mercato”; trovandosi le porte chiuse in termini di attività sportive tradizionali (calcio, basket, volley ecc.) su cui un piccolo Ente non può certo inventarsi una esperienza settantennale come quella delle Federazioni o degli Enti tradizionali come il CSI, l’ASI ha avuto l’idea brillante di “inventarsene” una. Anzi, per fare meno fatica, ha avuto l’idea geniale di prendere ciò che già c’era e di chiamarlo “attività sportiva”; sì, perché i tornei e i campionati competitivi di video giochi esistono da quando esistono i video giochi. Hanno, insomma, fatto ciò che a Ravenna 1 anno fa è stato fatto dal CSI col vecchio Subbuteo; la differenza sta nel tipo di target a cui ci si riferisce (i videogiochi elettronici, più del Subbuteo, si rivolgono ai giovanissimi) e soprattutto sta nel fatto che il CSI ebbe il pudore di non creare una tessera ed una “attività sportiva” ad hoc.

L’idea che hanno avuto, se volete, è la più banale del mondo, ma anche l’acqua calda fu una scoperta banale; provate però a farvi la doccia in gennaio con l’acqua fredda…. e capirete come certe idee saranno pure banali ma bisogna averle, e chi le ha farà “fortuna”. Sì perché, ovviamente, dietro tutto questo nascerà un importante giro di denaro; soldi ricavati dalle nuove tessere (che fino a ieri non servivano per giocare alla Wii, ed ora sì) che se anche di pochi centesimi, sui grandi numeri diventa una somma interessante. Ma anche e soprattutto denaro pubblico: saranno certificati al Coni migliaia di tornei di videogiochi fatti seduti sul sofà e migliaia di tesserati, cosicché il Coni sarà costretto a dare all’ASI una fetta più consistente dei contributi pubblici? Insomma, si tesserano i videogiocatori per ricevere più soldi dallo Stato? Potrebbe essere; dopo 33 anni come dirigente sportivo, ne ho viste di tutti i colori.

E’ tutta una brillante operazione di marketing, banale ma geniale, che strappa nuovi utenti ai Circoli; sì perché non è che fino a ieri, se avessero voluto tesserarsi, i videogiocatori non potevano farlo, anzi. I Circoli ricreativi nascono proprio per quello scopo; tuttavia i Circoli (che sembrano un retaggio storico, ma crediamo siano invece proiettati nel futuro) non fanno “cassa”, ed ecco allora la trasformazione in disciplina sportiva. Ci sarà però da ridere se tale riconoscimento venisse attuato fino in fondo dal Coni, perché saremmo veramente curiosi di assistere ad un giocatore di PES 2014 presentare il certificato medico di idoneità per poter prendere in mano la consolle nel proprio salotto….

Non credo che il Coni, in verità, sia contento di essere stato sbattuto sui titoli dei quotidiani italiani e online per una cosa simile. Secondo il mio parere il Presidente Malagò l’altra mattina si sarà svegliato di pessimo umore nel leggere i giornali; il Coni ha una reputazione troppo importante, una immagine straordinariamente troppo seria e credibile per essere banalizzata in questo modo sulla rete internet mondiale. E sempre secondo il mio parere, andando in auto verso il Foro Italico, non avrà affatto fischiettato di piacere per tanta pubblicità. Forse, invece, avrà pensato come fermare questo inferno di schegge impazzite in cui tanti, troppi Enti di Promozione Sportiva stanno gettando il prestigio e la storia del Coni per un dannato “pugno di dollari” pubblici, con grande goduria delle Federazioni Sportive. Noi Enti di promozione stiamo iniziando a dimostrare che senza una guida precisa, si precipita nell’assurdo; abbiamo Enti che tesserano i cani dei cinofili o i cavalli, abbiamo Enti che tesserano il “bird watching”, e qualcuno forse tessera anche coloro che fanno “meditazione orientale”.

Noi continuiamo a pensare che continua ad essere meglio “promuovere” davvero lo sport, togliere di mano ai giovani quella consolle e spingerli a prendere in mano un pallone. Un Ente di promozione Sportiva, se è un Ente “vero” e non un novello Willy Wonka con la sua fabbrica di tessere e di soldi, fa proprio questo. Un Ente nasce per togliere il videogioco dalle mani dei ragazzi e per promuovere l’attività fisica; nasce per staccarli da quel divano e per buttarli in un impianto sportivo. Un Ente, se fa vera “promozione sportiva”, nasce per far sì che un ragazzo segni un calcio di rigore con i piedi, non con un simulatore, perché la salute non si simula, l’aggregazione non si simula, il sudore e la fatica non si devono simulare, ma lo sport si deve vivere. Solo faticando e sudando si cresce e ci si forgia dentro e fuori; il resto è tutto e solo un passatempo.  E cosa tutto ciò c’entri con lo sport “vero”, non solo non lo capiamo, ma nessuno in verità, al momento in cui si incarica di versare i soldi (milioni di euro) dello Stato, nemmeno lo chiede.

Quindi, per carità, ben venga anche il torneo di videogiocatori, ma sia chiaro che riteniamo una vera blasfemia chiamarlo “disciplina sportiva” e riteniamo una sottrazione di denari pubblici il far sì che, chi asseconda questi stili di vita che la medicina di certo non incoraggia, riceva pure incentivi economici alla pari di chi, al contrario, si fa il fatidico “mazzo” per organizzare campionati giovanili di una qualsiasi attività sportiva vera e strappare quei ragazzi dal divano e dalla consolle. Prima che qualcuno abbia la tentazione di certificare come attività sportiva un torneo di “cruciverba” per ricevere soldi, è ora di un intervento autorevole perché queste sono contraddizioni che un Coni serio non può più permettersi.

About Marco Guizzardi

Vicepresidente provinciale, Consigliere di Presidenza Nazionale, Responsabile del Team Nazionale Innovazione e Tecnologia, Responsabile Nazionale Ufficio Rendicontazione Coni

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